Roberto Capra attraversa in solitaria le Bocche di Bonifacio


Roberto Capra mentre attraversa a nuoto le Bocche di Bonifacio

Sabato 8 Settembre, Roberto Capra, atleta Master45 dello Swimming Club di Alessandria è riuscito nell’impresa di traversare con l’ausilio della muta le Bocche di Bonifacio, dalla Corsica alla Sardegna, per un totale di 15,3 chilometri.

Il termine Bocche deriva dal passaggio marittimo su questo tratto, soggetto a frequenti, forti ed imprevedibili correnti, tendenzialmente a piccole coppie come delle bocche, una da Est-Ovest e l’altra da Ovest-Est.
Le correnti delle Bocche sono molto variabili, sia in direzione sia in intensità, a causa della morfologia di questo tratto di mare. Le caratteristiche di questo tratto di mare lo rendono non di facile interpretazione e non semplice ad attraversarlo.

E’ stata una fantastica esperienza, iniziata nel 2009 dopo aver visto il servizio di Donatella Bianchi nel programma Linea Blu sulle meraviglie paesaggistiche delle Bocche di Bonifacio.
Avevo da poco concluso la traversata a nuoto in solitaria da Capri a Napoli, 30 chilometri in 7 ore e 45 minuti, ero alla ricerca di una nuova avventura altrettanto stimolante ed eccola trovata!
Ho subito cercato informazioni sulla fattibilità e se qualcuno l’aveva già tentata. Le notizie erano scarse, non affidabili e non documentate. A mio avviso si poteva fare e, per diversi motivi, non ho potuto provarci se non quest’anno.
Così ho iniziato questa avventura e ricevuti i permessi dalle autorità francesi ed italiane, ho preso il primo aereo per Santa Teresa di Gallura
“, così racconta Capra di come è nata l’idea di compiere questa traversata.

Le Bocche di Bonifacio viste dal satellite (foto esa.int)

Il ritrovo il giorno della partenza è alle ore 07.30 al Diving Mediterraneo (Santa Teresa di Gallura), tutto è pronto ed il team coinvolto è puntuale: Paolo Mongiorgi è il comandante del gommone, l’istruttore sub Gianmaria Fraghì è l’assistente per un eventuale recupero in acqua, il Dottor Emmanuele Caldarulo è il medico per un eventuale pronto soccorso sanitario, Carlo Cialone è l’operatore video. Si sale sul gommone con rotta la Corsica.

La partenza avviene dalla spiaggia di Capo Sperone (Corsica) alle ore 08.45. L’emozione è grandissima, Capra si tuffa ed inizia con le prime bracciate.
Appena entrato in acqua, ho cercato di capire com’erano le correnti ed ascoltavo il mio corpo. Vedevo Gianmaria che parlava con il VHF alle autorità francesi ed italiane, rassicurandomi con un cenno che era tutto a posto e che ci stavano monitorando“, ricorda Capra l’inizio della traversata.

Come da programma ogni 30 minuti, Capra si ferma per ricevere assistenza dal gommone: bevande e cibo, mentre Fraghì comunica la posizione via radio, Mongiorgi aggiorna sul percorso fatto e sulla velocità tenuta.

Dopo la prima ora, i dati sono inferiori alla tabella di marcia programmata, il che inizialmente sconforta Capra perché doveva teoricamente essere più avanti e perché non capiva se le motivazioni potevano essere dovute alle correnti sfavorevoli o alle eventuali sue condizioni fisiche non perfette. “Ho voluto scartare l’idea che ci fosse a bordo troppa Ichnusa (famosa birra sarda)“, racconta sorridendo Capra.
Capra si sente bene e reagisce, nelle 2 ore successive in mezzo al canale Mongiorgi comunica che la distanza percorsa e la velocità sono aumentate, il che galvanizza il nuotatore.

Negli ultimi 5 chilometri la corrente ed il vento si sono alzati, facendo scarrocciare e rallentare Capra, costringendolo ad mettere più forza e più ritmo alle bracciate, proprio quando la stanchezza si fa sentire.

Difronte alla spiaggia di Porto Quadro (Santa Teresa di Gallura), il gommone con lo staff di assistenza è obbligato a fermarsi perché non può arrivare sulla spiaggia, mentre Capra percorre l’ultimo tratto completamente in solitaria e conclude la traversata in 4 ore 45 minuti. Le Bocche di Bonifacio sono state attraversate!

Dopo l’arrivo sulla spiaggia, Capra si rituffa in acqua per rilassare i muscoli e per raggiungere il gommone, dove trova con sorpresa il titolare del Diving Mediterraneo Tommaso Muntoni sopra un altro gommone del Diving, con tanto di spumante per festeggiare l’impresa, accompagnato dalla moglie Donatella Bianchi. Il cerchio di quest’avventura si chiude.

Dopo tanto tempo d’attesa ho finalmente nuotato nelle Bocche. Ho provato due sensazioni opposte mentre ero nel bel mezzo della nuotata: voler rimanere in acqua a nuotare il più possibile, godendo del posto e delle emozioni che trasmette, desiderare anche d’arrivare il prima possibile, magari per stabilire un buon tempo”.

E’ stato difficile l’ultimo tratto, quando la stanchezza la sentivo e dovevo affrontare il vento e le correnti che si erano alzati. Non mi sono arreso ed ho proseguito!
Dopo ore passate a vedere il blu profondo del mare, è stata una gioa pura rivedere il fondale che saliva rapidamente, sino a quando durante la bracciata sono riuscito a toccarlo con la mano. L’avventura si era conclusa e mi sono alzato in piedi, felice di esserci riuscito.

Non so come ringraziare Tommaso e tutte le persone del “Diving Mediterraneo” di Santa Teresa di Gallura, per le fantastiche emozioni che mi hanno fatto vivere, ma soprattutto per la loro amicizia e per la straordinaria professionalità dimostrata nell’assistenza“, conclude il racconto Capra.

Appena finito con la traversata delle Bocche di Bonifacio, Capra non ha tempo per riposarmi perché a metà Ottobre lo aspetta forse una prova più impegnativa di questa: alle Canarie, dove debutta nell’Oceano Atlantico con la traversata da Lanzarote a Furteventura, per un totale di 15 chilometri.

L’imbocca al lupo da parte di NAL non può mancare!

3 Commenti

  1. Antonio Padolecchia scrive:

    La traversata in questione è stata COMPIUTA qualche tempo addietro da PAOLO PINTO,senza l’ausilio della muta e,FONDAMENTALE,nel rispetto del regolamento in vigore per il Canale della Manica!!!!!
    N.B.:Paolo Pinto è stato il primo al mondo a completare “alcune” traversate,ma nessuno le ha mai citate!!!!!

  2. Editore scrive:

    Caro Antonio,
    ti ringraziamo per la tua nota. Se desideri puoi inviarci un tuo contributo da poter pubblicare così da aggiungere giustamente Paolo Pinto su NAL e dare maggiore risalto alla memoria storica di questa specialità sportiva.
    Saluti sportivi!

    Staff NAL

  3. Giuseppe montesanti scrive:

    Veramente Paolo Pinto, detto anche l’avvocato del mare, per chi è come me pratica il nuoto di fondo non ha bisogno dell’articoletto.
    Diciamo che lui è stato il pioniere del nuoto di gran fondo e le sue gesta atletiche si raccontano da sole.
    Purtroppo questo grande personaggio ora non c’è più, ma mi sento in dovere di dirgli grazie per ciò che ha fatto e sperimentato, perché quando lui nuotava queste distanze non c’erano le tecnologie di oggi e sopratutto lui è stato uno dei primi a cimentarsi in questa disciplina di fatica e umilta!quindi merita tutto il rispetto che si è guadagnato da solo bracciata dopo bracciata, in breve concludo dicendo semplicemente: avvocato Grazie!

    Firmato Giuseppe Montesanti

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Chiusa la Fanzine NAL

12 Aprile 2013 -

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A nome dell'intero Staff ringrazio coloro che ci hanno appoggiato, seguito, criticato, dato spunti per migliorare e per provare a credere ad un progetto che valorizzi il movimento del nuoto in acque libere, a volte poco considerato da chi invece dovrebbe migliorarne il posizionamento e la notorietà.

Un arrivederci nelle acque della nostra penisola. Buon nuoto!

Alessandro Pilati
Presidente NAL





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