Report FINA sul caso Crippen: necessarie le riforme per le acque libere


Francis Crippen, oro nei 10K dei Pan American Games 2007 - Brasile (foto philadelphia.cbslocal.com)

La FINA ha pubblicato il report della Task Force che ha indagato sull’incidente avvenuto a Fujairah (Emirati Arabi Uniti) lo scorso Ottobre 2010, dove Francis Crippen ha perso la vita e tre atleti sono stati ricoverati in ospedale.
Il giudizio è che durante la manifestazione le norme che disciplinano il nuoto in acque libere sono state “inadeguatamente soddisfatte”, lasciando di conseguenza esposti al pericolo gli atleti in gara.


Guidata da Gunnar Werner, ex vice presidente FINA, la task force chiede immediate necessarie riforme per il nuoto in acque libere.

Come affermano diversi messaggi lasciati sulla pagina di Facebook di Crippen qualche giorno fa in celebrazione del suo 27° compleanno, il report afferma l’improbabilità, anche se non l’impossibilità, che l’asma di Crippen indotto dall’esercizio fisico abbia contribuito all’incapacità progressiva.

Il report dichiara che è «opinione della Task Force della priorità assoluta di rispondere dell’urgente bisogno di un impegno organizzativo rivolto alla sicurezza dell’atleta, d’aggiornare e modificare le norme ed i regolamenti del nuoto in acque libere per stare al passo con lo sport», diventato dal 2008 sport Olimpico.

Durante la gara a Fujairah sono state decine le norme denunciate dal report che non sono state seguite, compresa la mancanza di un certificato di idoneità da parte delle autorità sanitarie locali, la mancanza di assicurazione di responsabilità civile e l’assenza di un ufficiale medico durante l’evento. Si è dimostrato anche una serie di incongruenze tra le dichiarazioni degli organizzatori di gara negli Emirati Arabi, il Delegato Tecnico FINA e gli altri partecipanti.

Per esempio, il Segretario Generale della UAE Swimming Federation (Federazione Nuoto Emirati Arabi Uniti) ha affermato che alla competizione erano presenti 10 assistenti bagnanti e sette moto d’acqua a disposizione, ma il Direttore Esecutivo della Federazione Ayman Saad ha diversamente affermato che vi fossero otto assistenti bagnanti e cinque moto d’acqua.

Nella realtà il report riporta una situazione ancor più diversa, dove solo quattro moto d’acqua erano disponibili ed una sola di esse è stata utilizzata per monitorare costantemente i nuotatori. Ci sono state due stazioni d’assistenza bagnanti e non tre come inizialmente era stato indicato.
Inoltre, la relazione esplicita che gli assistenti bagnanti non disponevano di attrezzature o di un binocolo, rendendo praticamente impossibile sorvegliare correttamente il mare. Le moto d’acqua non erano attrezzate per il soccorso, come invece richiesto, per di più nessuna di essa era disponibile ad ogni stazione d’assistenza.

La sede è stata cambiata da Sharjah a Fujairah pochi giorni prima della gara da parte della UAE Swimming Federation e la FINA è stata informata del cambiamento via email meno di 48 ore prima dell’evento, senza mai inviare la conferma della sua approvazione, quando invece la FINA richiede che le sedi delle gare siano approvate quattro mesi in anticipo.
Nel caso degli Emirati Arabi Uniti gli organizzatori avevano meno di 24 ore per organizzare una nuovo campo gara.

«Assunte queste considerazioni, la Task Force ritiene che vi sia stata un intrinseca mancanza di preparazione e di attuazione degli aspetti di sicurezza necessari all’evento di Fujairah», afferma il report.

Non sono stati solo chiamati a rendere conto i funzionari della UAE Swimming Federation ma, la Task Force ha scoperto che, anche il Delegato Tecnico FINA ha mostrato una mancanza di leadership nella ricerca del copro di Crippen, durato due ore.
Il Delegato Tecnico FINA ha dichiarato che i subacquei sono stati inviati a ricercare il nuotatore americano alle 12.25, quando invece nuotatori ed allenatori ricordano tutt’altro: i sub sono arrivati almeno un’ora dopo che fosse scattato l’allarme.

Inoltre, il rapporto osserva che nessuna azione era stata presa per modificare problemi sulla sicurezza segnalati dai membri FINA già nell’edizione del 2009 negli Emirati Arabi Uniti. Sam Greetham, un membro della Technical Open Water Swimming Committee, aveva avvertito che non vi erano sufficienti agenti qualificati, insufficienti barche per i nuotatori e che nessun responsabile della sicurezza era stato nominato. Questi problemi purtroppo si sono ripetuti nuovamente a Fujairah.

A fronte di quanto rilevato, la Task Force ha chiesto una revisione delle linee guida della FINA per le acque libere. Il rapporto si conclude con le raccomandazioni per i requisiti minimi di sicurezza in occasione di manifestazioni in acque libere, comprese le qualifiche minime degli assistenti bagnanti e le specifiche per le imbarcazioni di scorta e di sicurezza.

La Task Force ha anche scoperto che la temperatura dell’acqua era probabilmente superiore i 29° C sostenuti dalla UAE Swimming Federation e dal Delegato Tecnico della FINA: il giorno della gara la temperatura dell’acqua era di 30° C alle ore 11, mentre ha raggiunto 31° C nella fase finale della gara alle ore 11.45.

La relazione della Task Force FINA segue con le critiche della fallimentare cooperazione con l’inchiesta della USA Swimming per la morte di Crippen, guidata da Richard Pound, vice Presidente del International Olympic Committee.

Qualche giorno prima della presentazione del report della TasK Force FINA, la Federazione Internazionale ha tenuto una riunione della Open Water Swimming Technical Committee (TOWSC), formata da alcuni dei migliori esperti del nuoto in acque libere in tutto il mondo ed un membro della USA Swimming, al fine di rivedere le norme e dei regolamenti della 10 km FINA Marathon Swimming World Cup 2011.

Le norme ed i regolamenti vigenti della FINA sono stati confermati e rafforzati, in particolare riguardo gli accompagnatori degli atleti ed il controllo della sicurezza.
Il FINA Bureau ha approvato queste norme pochi giorni fa ed i particolari sono stati inoltrati a tutte le Federazioni Nazionali FINA ed a tutti gli organizzatori degli eventi FINA di Nuoto in acque libere.
In caso di inosservanza, il Delegato Tecnico FINA insieme al Delegato della Sicurezza FINA avrà il potere di annullare la manifestazione.

Le competizioni FINA in agenda negli Emirati Arabi Uniti sono state sostitute dalla Lac Mégantic (Canada) nel circuito World Cup 10 Km e dalla 30K a Jabelah (Siria) nel circuito Grand Prix.

Inoltre, la FINA Sports Medicine, in linea con quanto riportato anche nel Report della Task Force, raccomanda una temperatura massima dell’acqua di gara pari a 31° C.
Addirittura la USA Swimming afferma che nessuna gara sopra i 5 km dovrebbe avvenire se la temperatura dell’acqua supera i 31° C.

Richard Shoulberg, l’allenatore di Crippen, ha detto alla Associated Press che desidera combattere sino a quando le raccomandazioni vengano attuate.

Afferma Shoulberg: “Penso che la FINA abbia capito di dover essere chiara e trasparente sull’accaduto dopo aver sentito i commenti sulla mancanza di collaborazione di Dick Pound e sul fatto che tutti pensino che la FINA abbia creato un danno enorme. Sono così felice di questo cambiamento. In fondo, vogliamo prima di tutto la sicurezza nel nuoto in acque libere.”

link esternoLEGGI I DOCUMENTI DEL REPORT DELLA TASK FORCE FINA SUL CASO CRIPPEN, DISPONIBILI SUL SITO DELLA FINA

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Chiusa la Fanzine NAL

12 Aprile 2013 -

LA FANZINE NAL CHIUDE DEFINITIVAMENTE!


Dopo aver provato anche la via delle sottoscrizioni ed aver costatato che non vi sono i numeri per far sopravvivere la fanzine, NAL decide di chiuderla definitivamente.

Parte dei contenuti e delle aree tematiche proseguiranno ad esistere sul sito della società sportiva e consultabile solo per coloro che sono iscritti.

A nome dell'intero Staff ringrazio coloro che ci hanno appoggiato, seguito, criticato, dato spunti per migliorare e per provare a credere ad un progetto che valorizzi il movimento del nuoto in acque libere, a volte poco considerato da chi invece dovrebbe migliorarne il posizionamento e la notorietà.

Un arrivederci nelle acque della nostra penisola. Buon nuoto!

Alessandro Pilati
Presidente NAL





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