Intervista ad Andrea Volpini


Andrea Volpini dopo l'arrivo alla Hernandarias-Paraná 2011

NAL ha intervistato Andrea Volpini, atleta empolese vincitore della Hernandarias-Paraná 2011, gara sulla distanza di 88 chilometri, la più lunga al mondo.


Come hai iniziato la tua esperienza nel nuoto in acque libere e cosa ti piace di questa specialità?
Ho cominciato a praticare questa disciplina un po’ per gioco perché il mio compagno di squadra Simone Ercoli, ed adesso anche collega del Gruppo Sportivo Fiamme Oro Napoli, si cimentava nelle gare di 5 Km in mare. Lui partecipava a queste competizioni per ottenere un posto ai vari Mondiali o Europei ed io andavo lì semplicemente per passare una giornata al mare e uscire fuori dalla solita routine della piscina. Poi nel 2001 dopo che il Responsabile Tecnico del Gruppo Sportivo delle FFOO della Questura di Napoli, Giuseppe D’Angelo, mi aveva visto prendere parte a delle 5 km e aveva saputo che ancora dovevo effettuare il servizio di leva mi ha invitato a presentare domanda per entrare a far parte di tale Gruppo Sportivo e da quel momento ho abbandonato la piscina per dedicarmi in pianta stabile alle acque libere.

Ci sono molti aspetti che mi piacciono di questa disciplina ma due in particolare sono quelli che preferisco:
- Le gare non sono mai una uguale all’altra, c’è sempre qualcosa che le differenzia: il campo gara, le condizioni climatiche, la temperatura dell’acqua, ogni volta ti trovi ad affrontare qualcosa di nuovo e devi adattarti nel miglior modo possibile.
- In questo sport vince chi è più veloce ma a volte esserlo non basta, bisogna anche fare rotte corrette, considerare alcuni aspetti del mare, lago o fiume che sia, quindi anche l’esperienza ha un peso rilevante per cogliere un successo.

Cosa fa Andrea nel tempo libero? Quali sono i suoi interessi?
Onestamente dopo i vari allenamenti quotidiani non rimane molto tempo libero a disposizione.
Una cosa che mi piace fare quando ho qualche ora in più è andare in giro per negozi di arredamento e cogliere qualche nuova idea per arredare il mio appartamento o rilassarmi attraverso la lettura di un buon libro, così da tenere allenata anche la mente oltre al mio corpo.

Quali sono gli ultimi libri che hai letto?
In Argentina avevo con me due libri, un poliziesco dal titolo “Il predicatore” di Camilla Lackberg, una lettura molto piacevole e coinvolgente, mentre non posso dire lo stesso dell’altro libro che ho letto, “La caduta dei Giganti” di Ken Follet poco scorrevole e molto faticoso. Un altro dei miei autori preferiti è Giorgio Faletti.

Ci descrivi il clima attorno alle competizioni in Argentina?
La prima volta che ho preso parte a queste manifestazioni sono rimasto subito impressionato dall’interesse che riscuotono. Alle presentazioni delle maratone c’è sempre tanta gente che viene a vederti, per conoscerti di persona e accostare così una faccia al nome che hanno ascoltato più volte alla radio o letto sui giornali.
Capita di passeggiare nelle vie pedonali ed essere riconosciuti dalle persone del luogo e al termine della gara qualsiasi collocazione tu abbia nella classifica finale per loro sei comunque un grande sportivo.

In un mese hai partecipato a quattro competizioni del Grand Prix FINA, per un totale di oltre 170 chilometri. Quali aspetti hai curato maggiormente per poter affrontare così tanti impegni in pochi giorni?
Quello che in primis và detto è che quest’anno sono riuscito a non avere disturbi intestinali che invece altri nuotatori hanno avuto. Questi problemi debilitano notevolmente il fisico e in gare così lunghe si fanno sentire. Visto che già le acque dei fiumi ti portano ad avere disturbi del genere io ho posto molta attenzione a tutto quello che mangiavo e bevevo, con un’alimentazione forse maniacale, che però mi ha ripagato con i risultati, anche se devo riconoscere che alla base c’è stato anche un pizzico di fortuna.

Un altro aspetto che ho curato molto è stato anche quello di dedicare molto tempo al recupero attivo e non, tra una gara e l’altra perché altrimenti non sarebbe stato possibile effettuare così tante gare in poco tempo.

Quale pregio di Volpini è stato determinante per vincere la 88K?
La calma, perché come spesso accade durante le gare c’è un controllo continuo delle tue sensazioni fisiche, un “check” secondo per secondo del tuo stato muscolare e per cercare di far fronte a tutte queste cose è necessaria una certa tranquillità mentale che riesci a trovare solo stando il più sereno possibile durante tutta la competizione.

Come hai festeggiato la trasferta sudamericana?
Un festeggiamento vero e proprio non c’è stato, mi sono concesso una cena a base di pesce con la mia ragazza che non vedevo da più di un mese!

Come riesci a trovare ed a mantenere la concentrazione in gara?
A mente fredda spiegare come sia possibile mantenere la concentrazione per un periodo così lungo risulta difficile, però quando lo starter ti dà il via, i pensieri scompaio e pensi solo a fare del tuo meglio, inizi questo lungo scambio di informazioni tra cervello e corpo che ti accompagnerà fino alla fine della gara.

Risultati a parte, cosa ricordi con piacere dell’esperienza argentina?
Il bacio che ho dato al tabellone dell’arrivo! E’ stata una cosa che mi è venuta naturale, volevo abbracciare quella scritta e quel numero che c’era stampato sopra….. 88.
Mentre stavo portando a termine la gara, pensavo a come avrei potuto festeggiare la mia vittoria all’arrivo, ma appena ho toccato il tabellone, mi è venuto spontaneo baciarlo.

Con grande piacere ricorderò anche la voce assonnata del mio responsabile delle Fiamme Oro Giuseppe D’Angelo perché quando sono riuscito a rintracciarlo telefonicamente per comunicargli il successo appena ottenuto era già notte inoltrata visto che si trovava in Italia.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
Il mio obiettivo principale è la qualificazione per i mondiali di Shangai, queste sono state tappe di avvicinamento e di valutazione del lavoro svolto. Per ora tutto procede al meglio, ma il giorno della selezione sarà un’altra storia, ci giocheremo tutto in quella singola gara.
Non nascondo però in questo momento il mio interesse anche per la Coppa del Mondo vista la classifica attuale che mi vede al comando.

3 Commenti

  1. Pietro scrive:

    Un saluto a volpini. Grande! Stai praticando uno sport lavoro stupendo e che risultati!
    Pietro Gus.

  2. mario scrive:

    Congratulazioni vivissime! Bisogna essere molto determinati. Conosco la vincitrice femminile, Pilar Gejio perché sua sorella Pamela pratica il triathlon in Italia presso la società DDS di Settimo Milanese.

  3. franco scrive:

    Grande Volpe! Te la meritavi davvero una bella vittoria come questa!
    Frank

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Chiusa la Fanzine NAL

12 Aprile 2013 -

LA FANZINE NAL CHIUDE DEFINITIVAMENTE!


Dopo aver provato anche la via delle sottoscrizioni ed aver costatato che non vi sono i numeri per far sopravvivere la fanzine, NAL decide di chiuderla definitivamente.

Parte dei contenuti e delle aree tematiche proseguiranno ad esistere sul sito della società sportiva e consultabile solo per coloro che sono iscritti.

A nome dell'intero Staff ringrazio coloro che ci hanno appoggiato, seguito, criticato, dato spunti per migliorare e per provare a credere ad un progetto che valorizzi il movimento del nuoto in acque libere, a volte poco considerato da chi invece dovrebbe migliorarne il posizionamento e la notorietà.

Un arrivederci nelle acque della nostra penisola. Buon nuoto!

Alessandro Pilati
Presidente NAL





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