Giugno 2010: giro di vite per i costumi nel nuoto in acque libere


Atleti entrano in acqua (foto roma2009.com)

Come da tempo si sapeva, il primo di Giugno 2010 coincide con la fine dell’utilizzo dei costumi hi-tech per le gare di nuoto in acque libere, lasciando così spazio ai soli costumi in tessuto.


La situazione in Italia però non è omogenea a quella internazionale, dove sembra trasparire che le necessità e la sicurezza del nuotatore abbiano la priorità.

Il regolamento BL 8.4 della FINA, Fédération Internationale de Natation, riconosce l’uso dei costumi interi in qualsiasi gara in acque libere, purché questi siano realizzati nello stesso materiale dei costumi omologati per il nuoto in vasca, cioè in tessuto, e che non coprano collo, braccia e piedi.

Di seguito riportiamo il regolamento internazionale:
BL 8.4 From June 1, 2010 Open Water swimwear for both men and women shall not cover the neck, extend past the shoulder, nor shall extend below the ankle. All Open Water swimsuits shall comply with the FINA Criteria for Materials and Approval Procedures.”

La scelta della FINA di differenziare il regolamento dei costumi del nuoto in acque libere da quello in vasca è dovuto dalla necessità di aumentare la sicurezza degli atleti, perché immersi in un ambiente spesso ostile e che lo rendono difficile, come gli sbalzi termici e le meduse.

Diversamente dalla scelta della Federazione Internazionale, la FIN, Federazione Italiana Nuoto, uniforma il regolamento dei costumi per il nuoto in acque libere a quello in vasca. Si consente così per le femmine l’utilizzo dei costumi interi in tessuto, purché non coprano collo, spalle, braccia e gambe (intendendo per gambe dal ginocchio in giù), mentre per i maschi si può indossare al massimo i costumi modello jammer in alternativa al classico slippino. Scarica il chiarimento della FIN

Proprio oggi 1 Giugno la Federnuoto chiarisce attraverso il proprio sito ufficiale la regolamentazione del nuoto di fondo in Italia, comunicata lo scorso 26 Maggio.

La domanda lecita che ci si può porre da nuotatori è il perchè del motivo di questa scelta, molto diversa da quella internazionale, e a chi possa portare vantaggi.

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14 Commenti

  1. fabio scrive:

    E’ chiaro che la decisione della Fin non ha basi tecniche, ma solo commerciali: basta guardare chi sono gli sponsor della Fin.

  2. Paolo scrive:

    Qui invece d’andare avanti si regredisce. Mi chiedo solo se chi ha deciso per la Federnuoto ha mai nuotato in mare negli ultimi anni, dove il rischio d’incappare nelle meduse è sempre più alto.
    Il costumoni con probabilità non sono la soluzione ottimale, però qualche cosa fanno.
    Beh, almeno nelle gare fuori circuito FIN sono consentiti, forse perché regna il buon senso.
    Paolo

  3. Rosario scrive:

    La decisione della FIN settore nuoto di fondo lascia senza parole, chi nuota regolarmente in acqua libere sa benissimo che la protezione alle meduse è prioritaria.
    Le meduse nel nostro mare sono in continuo aumento e l’anno scorso se non fosse stato per i costumoni la metà degli atleti in gara si sarebbero ritirati dopo poche bracciate, figurarsi ora che si deve andare con il jammer per gli uomini e con il corto a spalle scoperte per le donne.
    Vi sarà alle prime gare un ritiro di concorrenti enorme, già lo scorso anno con la protezione del costumone vi erano dei ritiri figurasi quest’anno.
    Personalmente penso che la FIN debba rivedere quello che ha per ora emanato nell’ultima circolare del 01.06.2010, adeguandosi alle regole FINA per la salvaguardia degli atleti in mare.
    Ma la FIN sa che la prima domanda che gli atleti fanno prima di entrare in acqua all’organizzazione gara è “oggi ci sono meduse?” e quando entrano in acqua fanno i sub per verificarne la presenza.
    Aspettando che qualche cosa cambi e che prevalga la sicurezza degli atleti. Rosario

  4. leonardo scrive:

    Condivido quanto detto da Rosario, spero che entro pochi giorni, la FIN riveda le proprie posizioni.
    Molti atleti non parteciperanno al circuito di fondo per queste assurde decisioni.
    E’ incredibile che nel mondo si nuoti con costumi interi ed in Italia questo non sarà possibile.

  5. walter carpi scrive:

    Ma perchè ci dobbiamo sempre differenziare da altri. Sono appena tornato da una gara fuori Italia, alla quale ho gareggiato col costumone e dove il giudice Arbitro mi ha chiesto di vedere l’etichetta e toccare con mano, dandomi l’ok.
    Parlando mi diceva che è facoltà delle federazioni tutelare la salute degli atleti, come ad esempio le meduse.
    Buone nuotate a tutti. Walter

  6. massimo scrive:

    Ho appena letto quest’ultima news sul divieto di utilizzo dei costumoni in tessuto e sono rimasto completamente senza parole.
    Personalmente ho una scarsissima esperienza di gara (ho cominciato l’anno scorso), ma alla seconda competizione (Antignano, 20/06/09), a circa 2 km dall’arrivo, sono stato sfiorato dal tentacolo di una caravella portoghese che mi ha lasciato un fantastico “tatuaggio” sia sul pettorale destro che sul costume (in tessuto) che, fortunatamente, mi ha parzialmente difeso.
    Forse un “gommone” sarebbe stato più efficace, ma sono stati banditi.
    Non riesco a capire il motivo per cui la FIN sia andata controcorrente rispetto ad una decisione FINA, e spero che sia rivista al più presto, magari prima del Giglio.
    Buone nuotate a tutti.
    Max

  7. Severino Barbagelata scrive:

    Beh, potremmo anche decidere che tutti quelli ustionati dalle meduse si rivolgano al medico della manifestazione, facciano redigere un referto e facciano causa alla federazione, forse non otterremo nulla, ma chissà come saranno contenti i genii che hanno partorito questa normativa.

  8. giorgio rossi scrive:

    Mi meraviglio di questa scelta che spero solo sciocca. Prima di tutto il regolamento FIN non tutela gli atleti italiani contro i danni provocati in gara e in allenamento dalle meduse. Sì, anche in allenamento, perché è evidente che ci si alleni nelle acque libere e non si può utilizzare costumi troppo diversi tra allenamento e gara. Questa disparità tra FIN e FINA obbliga gli stessi atleti ad una doppia spesa se si partecipa anche alle manifestazioni FINA e non meno disincentiva le ditte ad investire su prodotti.

  9. Robotomy scrive:

    Bene, un ennesima “svirgolata” della Federazione Italiana che per sostenere un (a mio parere ridicolo…) principio di equità sacrifica l’ “accessibilità” a questa disciplina limitandone la sicurezza, la visibilità e rendendolo molto meno “friendly” una disciplina già di per se ostica come il nuoto in acque libere.
    Questo regolamento discrimina soprattutto i nuotatori “amatoriali” che saranno molto meno disposti a rischiare o ad affrontare condizioni “critiche” rendendo il nostro sport ancora più elitario di quanto già non sia.
    A mio parere è un errore madornale.
    Già io sarei completamente a favore dell’uso anche in vasca di costumi tecnologici con una regolamentazione adeguata, ne va a vantaggio sia dell’immagine che della disciplina stessa che verrebbe arricchita da aspetti tecnici che ne amplificano esponenzialmente il fascino.
    Un atto di protesta dovuto sarebbe presentarsi in gara COMPLETAMENTE NUDI così potremo veramente dire di non utilizzare “ausili” di alcun genere (ma semmai qualche “limitazione” più o meno incisiva a seconda dei casi…).

  10. Simone scrive:

    Più che principio di equità, a mio parere la scelta della FIN è stata dettata dalla volontà di non creare uno svantaggio di mercato per il proprio sponsor tecnico dei costumi.
    Infatti a quanto io sappia, lo sponsor tecnico della FIN non produce e non dispone di costumi interi o pantaloni per il nuoto in acque libere che rispettino il regolamento internazionale della FINA.
    Condizione diversa è per gli altri marchi, che si ritrovano con i magazzini ben forniti e pronti a soddisfare le eventuali richieste di mercato.
    Ritengo disdicevole l’idea per una federazione di scegliere di appoggiare gli interessi economici di un marchio a discapito della sicurezza degli atleti.
    Per fortuna gli organizzatori delle manifestazioni fuori circuito FIN sono più lungimiranti e ne permettono l’utilizzo.
    Personalmente, mi chiedo se sia il caso di mollare il circuito FIN per ritornare a frequentare gli altri circuiti, come quello UISP. Sarebbe un ritorno ai “sapori” di altri tempi che ho vissuto, quando il circuito acque libere FIN non esisteva ancora e lo spirito era più goliardico.
    Direi che i nuotatori amatori possono rifletterci sopra.

  11. Robotomy scrive:

    Volevo solamente segnalare un articolo dell’ANSA di oggi in cui si spiega come quest’anno più che mai il problema meduse sarà significativo sulle nostre coste con l’arrivo di nuove specie e l’aumento esponenziale della presenza di quelle già esistenti incluse alcune particolarmente pericolose quali la Physalia (Caravella Portoghese) che anche se una medusa vera e propria non è è comunque un brutto affare per chi rimane invischiato nei suoi tentacoli lunghi anche fino a 20 metri:

    http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/curiosita/2010/06/10/visualizza_new.html_1820844326.html

    Anche alla luce di ciò la decisione della FIN è addirittura IRRESPONSABILE.
    Spero vivamente che nessuno ne debba pagare le conseguenze in modo grave.

  12. Paolo To scrive:

    Concordo pienamente con il giudizio che questa “trovata” della FIN sia assurda e irresponsabile, e probabilmente pilotata da interessi commerciali.
    Purtroppo è un dato di fatto che ormai la protezione contro le meduse sia diventata una priorità nelle nostre acque, e che sia destinata a diventarlo sempre di più. Non è pensabile che chi ama il mare e questo sport debba rinunciarvi per legittima paura, o che veda vanificato l’esito agonistico per un ritiro dovuto a meduse, senza contare i danni permanenti che ne possono derivare.
    Conosco numerosi amatori di buon livello che vorrebbero da tempo disputare gare in mare, ma che vi rinunciano per il rischio meduse. Figuriamoci poi se non si possono adottare dei costumi almeno parzialmente protettivi.
    In attesa che la FIN riveda la sua posizione, se non altro per uniformità al movimento internazionale, sarà bene prendere iniziative per rafforzare e privilegiare le gare di circuito in cui sono consentiti i costumi in tessuto.
    Il movimento di base può senz’altro crescere, e di molto, con benefici per tutti quanti! Un saluto a tutti

  13. Paolo scrive:

    io a fine luglio farò la mia prima gara in mare…..provengo dal mondo della pesca in apnea e vi posso capire perfettamente per la paura delle meduse….già di mio con tutta la muta e la maschera quando ne vedo una vicina al volto ho paura…figuriamoci quasi nudo a nuotare con gli occhialini con la visuale ridotta.Anni fà mi è capitato di ritrovarmi in una vera e propria nuvola gelatinosa formata da migliaia e migliaia di meduse che venivano spinte dalla corrente,ho dovuto nuotare con il guanto in neoprene davanti la bocca per evitare il contatto sulla mia pelle….fatto stà che non sò proprio quale costume usare per la gara in mare :(

  14. Editore scrive:

    Caro Paolo,

    in circostanze come quella da te raccontata, necessita capire se le meduse facevano parte di una delle famiglie urticanti o no. Nel caso non appartengano ad una delle famiglie urticanti, si può procedere senza problemi a patto di non rimanere impressionati di toccare e spostare delle “gelatine”, mentre, nel caso siano una delle razze urticanti, una sicura soluzione di uscita non esiste. Un consiglio pratico è quello di nuotare il più a pelo d’acqua possibile, limitando l’esposizione del corpo ed avere così maggiori possibilità di ridurre i contatti.

    Di fronte alle meduse, alcuni fanno la scelta di continuare nella direzione impostata senza tanto preoccuparsi di eventuali contatti, altri sono meno attenti alla performance e prediligono sondare bracciata dopo bracciata la situazione del percorso, mentre una scelta ulteriore è quella di coloro che decidono d’evitare del tutto l’ostacolo cercando una traiettoria “laterale” pur a scapito di allungare il tratto a nuoto.

    I costumi se non sono gommati limitano lievemente il contatto; un suggerimento può essere quello di utilizzare un grasso sulle zone più sensibili ed esposte del corpo quando l’acqua non è troppo calda. Infine, per migliorare la visibilità, è sempre consigliabile indossare occhialini a lente grande; oggi ne esistono di ottime qualità alla portata di tutti.

    Buon nuoto!

    Staff NAL

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Chiusa la Fanzine NAL

12 Aprile 2013 -

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Dopo aver provato anche la via delle sottoscrizioni ed aver costatato che non vi sono i numeri per far sopravvivere la fanzine, NAL decide di chiuderla definitivamente.

Parte dei contenuti e delle aree tematiche proseguiranno ad esistere sul sito della società sportiva e consultabile solo per coloro che sono iscritti.

A nome dell'intero Staff ringrazio coloro che ci hanno appoggiato, seguito, criticato, dato spunti per migliorare e per provare a credere ad un progetto che valorizzi il movimento del nuoto in acque libere, a volte poco considerato da chi invece dovrebbe migliorarne il posizionamento e la notorietà.

Un arrivederci nelle acque della nostra penisola. Buon nuoto!

Alessandro Pilati
Presidente NAL





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