Cerizzi da Guinness allo Stretto di Messina


Eros Paolo Cerizzi dopo la traversata dello Stretto di Messina

Venerdì 23 Settembre Eros Paolo Cerizzi ha compiuto la traversata a nuoto dello Stretto di Messina ammanettato, definendo il nuovo record mondiale nei Guinness della specialità Furthest Swim Wearing Handscuffs.


Di traversate e record lo Stretto di Messina ne ha viste tante ma coprire il tratto di mare tra Scilla e Cariddi a nuoto con i polsi ammanettati non era mai accaduto. Un’impresa non di certo semplice ma Eros Paolo Cerizzi, 37 anni di Desio (Monza), ha concluso con successo in 2 ore e 01 minuti.

Partito da Punta Faro (Messina) ed arrivato sulla costa Cannitello, vicino a Villa San Giovanni, il nuotatore lombardo è stato costretto a raggiungere un punto d’arrivo predefinito al fine di rendere valida l’omologazione per il Guinness World Records, aspetto non semplice a causa delle correnti che hanno rallentato la nuotata. A tal riguardo, sono stati importanti l’affiancamento ed i suggerimenti dei barcaioli a seguito, Giovanni ed Antonio Fiannacca, che hanno seguito Cerizzi per tutta la traversata, non meno l’amico Fabio Dozio che ha tracciato e seguito con il
GPS le coordinate tra le due sponde dello Stretto.

Alla fine della prova ha affermato Cerizzi: “Ho voluto dimostrare con questa strana impresa che, con la volontà e la preparazione, tutto è possibile!”

Servizio della traversata a cura di Onda TV

8 Commenti

  1. Nino scrive:

    Salve, sono Nino Fazio, nuotatore oggi cinquantenne con 20 traversate dello Stretto all’attivo incluso il record sulla doppia traversata ancor oggi in vigore. Sono anche il responsabile del sito che registra tutte le traversate dello Stretto ufficialmente cronometrate dal 1930 ad oggi nella pagina BaiaDiGrotta.

    Senza giri di parole, vorrei dire quanto un’impresa di cui si occupa l’articolo abbia poco a che vedere con lo sport. Conosco decine di atleti disabili, veramente limitati nell’uso dei propri arti da malattie o incidenti, che gareggiano quotidianamente senza clamori, misurandosi con sé stessi e con gli altri. La pur rispettabile voglia di “dimostrare” qualcosa per entrare nel Guinness, privandosi volontariamente di ciò che ad altri è stato negato dalla sorte, è una cosa che non capisco e mi offende, come atleta e come sportivo. Appartiene alla dimensione di puro esibizionismo che appartiene più al circo che allo sport.

    Ho visto traversate fatte in bicicletta, in auto, con pittura di quadri in mezzo al mare, con omaggi floreali alla Madonna, ma questa cosa mi è sembrata la più scema di tutte.

    Sevegnani, Cimmino, Patanè, Cadili… atleti disabili, ma atleti veri, Guinness o non Guinness.

    Questo qui qualcosa sarà di sicuro, e forse fisicamente sarà anche un atleta. Ma nella mente è quanto di più distante dallo sport possa esistere.

  2. Eros scrive:

    L’impresa non voleva offendere proprio nessuno. Per me i disabili sono persone uguali alle altre. Probabilmente il cinquantenne con 20 traversate dello Stretto non l’ha ancora capito. Tra l’altro non mi sembra che ci sia neanche questa grande analogia tra uno che nuota con delle manette ed un disabile. Limita i movimenti? Ma allora fa lo stesso torto anche chi entra nel Guinness facendo le flessioni con un braccio o saltando la corda con una gamba?! Tra l’altro ho contattato il presidente dell’associazione Bimbo chiama Bimbo e l’impresa sta servendo per pubblicizzare la loro raccolta fondi. A volte sembra che qualcuno non abbia niente altro da fare che trovare il marcio in qualcun altro.

  3. Antonio scrive:

    Salve, vorrei esprimere tutto il mio accordo con quanto scrive Nino Fazio, Atleta Master di indubbio livello e fama. Il gesto agonistico vuole dare sempre uno stimolo, un messaggio attraverso chi lo esegue a chi lo vede e lo riceve. Io non capisco molto di traversate perchè stò iniziando a nuotare da qualche anno. Conosco solo i sacrifici e l’impegno che ci vuole a nuotare ad un certo livello. Questa traversata originale sarà da Guiness, ed ognuno è libero di ”esibirsi”come meglio crede, ma non ne capisco proprio il significato…non me ne voglia Eros Cerizzi, ma ho espresso la mia libera opinione

  4. Luca scrive:

    Buongiorno, sono d’accordo con Eros. Sono un atleta master e mi alleno 3 volte alla settimana.
    I sacrifici e l’impegno non c’entrano niente e se vogliamo sicuramente per attraversare lo Stretto ammanettati ci sarà voluto molto impegno e sacrificio. Il fatto che il sig. Nino sia famoso, non lo autorizza a criticare l’impegno altrui ed a forzare significati negativi nel gesto atletico.
    Non si può certo dire che questa traversata non sia sport. Lo sport per definizione è ogni attività fisica praticata secondo delle regole precise e tutte le imprese del Guinness sono rigidamente stabilite da regole precise. Non si può “imbrogliare”. Faccio un esempio personale: alcuni miei amici di Roma sono andati ad attraversare lo Stretto di Messina. In piscina nuotavano la stessa distanza in 1 ora e 10min. Ad attraversare lo Stretto ci hanno messo poco meno di un’ora e sicuramente hanno percorso una distanza maggiore. Come hanno fatto? Sono stati in qualche modo aiutati dalla corrente. Guarda caso il Guinness ha impedito al ragazzo di arrivare in un punto qualsiasi ed essere quindi aiutato dalle correnti. Ricordo che nell’atletica se c’è troppo vento a favore le gare vengono invalidate.

  5. Nino scrive:

    Luca, non sono assolutamente “famoso”, sono uno sportivo come tanti, che come te si allena, fatica e si diverte. Mi sembrava giusto presentarmi come ho fatto con “nome, cognome e traversate”, perchè non volevo che sembrasse un intervento protetto dal semi-anonimato del web.
    Famoso o no, non c’è niente e nessuno che possa dirmi se sono autorizzato a criticare, mi autorizzo da solo a dire quello che penso e l’ho fatto in questo caso. Non volevo offendere nessuno nè credo di averlo fatto. Posso solo confermare quello che ho scritto, parola per parola: una cosa è lo sport, una cosa è il Guinness dei primati. Teniamo le cose ben separate e ognuno dia diginità a ciò che ritiene la meriti.
    Io rispetto chi mangia ottantasette hot-dogs in un minuto di fronte a rigidi ufficiali omologatori del Guinness, purchè non mi si presenti questa impresa come un evento sportivo.
    Ho “forzato significati negativi”? Parlando di puro esibizionismo circense? Parlando del confronto, per me spontaneo, con chi nuota tranquillamente ogni giorno pur se “ammanettato” da Madre Natura o da un incidente stradale? Bè, è ciò che ho pensato, mi dispiace se ho offeso qualcuno ma continuo a pensarlo.
    Ripeto, si può fare ciò che si vuole e lo si può pure chiamare sport. Ma io non sono d’accordo e per me lo sport è un’altra cosa.
    Sono sicuro che se Eros verrà qualche volta a fare una gara insieme a noi nello Stretto – senza manette – capirà quello che ho inteso dire e “faremo pace” immediatamente! Magari gli occhi non saranno tutti puntati su di lui e non leggeremo articoli come questo http://www.tempostretto.it/news/dire-folle-impresa-eros-paolo-cerizzi-tenter-traversata-stretto-nuoto-ammanettato.html, ma alla fine della fatica sono sicuro che sentirà di aver fatto qualcosa di meno clamoroso ma di molto più grande.
    Ciao a tutti e buon mare (a chi ce l’ha).

  6. Luca scrive:

    Nino, solo per chiarire, ma senza ulteriori polemiche. Il significato negativo era presente nel “mi offende, come atleta”. Offendere è una parola grossa a maggior ragione se associata ad atleta.
    A me è piaciuto quest’impresa ed ho seguito tutti i dettagli, interviste, video ecc. Quello che forse non è chiaro, è che il ragazzo non si è inventato un Guinness e quindi non ha pensato ad un significato da dargli. In un’intervista afferma che il record è già esistente e lui semplicente ha cercato di batterlo. Non condivido neanche quanto dice Antonio che “Il gesto agonistico vuole dare sempre uno stimolo, un messaggio”. Non credo che anche una fortissima Pellegrini (che a me piace tantissimo), che batte il record del mondo dei 200sl, possa racchiudere un significato nel gesto atletico se non quello di voler essere la migliore al mondo.
    Mi piacerebbe vedere il ragazzo “fare pace” con Nino. Cerizzi, se ci stai leggendo, che ne dici della gara insieme a Nino?

    Saluti
    Luca

  7. Marco Cerizzi scrive:

    Nino, hai preso un bel granchio!
    Sono d’accordo con te che l’affermazione sulla spiaggia non sia proprio corretta, ma credimi io che conosco bene Eros, l’ha detto solo a in fin di bene, come stimolo per fare di più e meglio, e i disabili non c’entrano proprio niente.. o meglio.. tutti noi abbiamo bisogno di imparare, apprendere, di captare solo una parte della volontà, dell’energia di alcuni disabili.
    Penso che tu sia d’accordo con me che per preparare un’attraversata anche solo “normale” non è una cosa per tutte le persone.. e che cmq per farlo serve un obiettivo, impegno, costanza, tanacia e voglia di fare… Tutto qui.
    In ogni caso vi invito tutti a visitare il sito http://www.bimbochiamabimbonlus.it
    Per fare del bene basta un clic.

    Marco Cerizzi

  8. Terry scrive:

    LETTERA APERTA
    Guardate i buoni montanari delle Alpi. Lassù non arriva nemmeno il canto di un uccello e non avranno mai questo splendido mare dello Stretto: e qualcuno che ce lo ha a profusione il mare, come una manna benedetta dal cielo, non si capisce bene se recita la parte del Maestro con la Croce Episcopale al collo che dice le cose più sublimi con affettazione polemica per un improbabile ufficio pontificale o quella dei polli di Renzo, nella ben nota storia milanese, come chiacchiere di salotto senza malizia. L’intransigente asprezza dei virtuosi arrabbiati e risentiti è una dottrina pessima quanto ingenua. Qui il meno dotato (si fa per dire) col più dotato (si fa per dire) alla fine circo o non circo possono coesistere senza rompersi le tasche.
    Poi entrando nel merito: Eros Paolo Cerizzi nella sua traversata a nuoto dello Stretto di Messina ha rispettato in piena regola non solo lo spirito del rischio e dell’avventura ma pure quello che ufficialmente è richiesto dal canone atletico sportivo, vale a dire: il suo sistema cardiocircolatorio ha pulsato sangue a lungo nel tempo con una media di almeno 170 battiti al minuto, il suo sistema broncopolmonare (il fiato) ha consumato un grande volume di ossigeno, i suoi muscoli degli arti inferiori hanno utilizzato una larga quantità di proteine e sali minerali come avrebbe potuto fare, né più e né meno, durante una qualsiasi performance sportiva qualsiasi atleta normodotato o meno (si fa per dire).
    Riflettiamo e diamoci la mano veramente.
    Vostra umilissima Terry

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Chiusa la Fanzine NAL

12 Aprile 2013 -

LA FANZINE NAL CHIUDE DEFINITIVAMENTE!


Dopo aver provato anche la via delle sottoscrizioni ed aver costatato che non vi sono i numeri per far sopravvivere la fanzine, NAL decide di chiuderla definitivamente.

Parte dei contenuti e delle aree tematiche proseguiranno ad esistere sul sito della società sportiva e consultabile solo per coloro che sono iscritti.

A nome dell'intero Staff ringrazio coloro che ci hanno appoggiato, seguito, criticato, dato spunti per migliorare e per provare a credere ad un progetto che valorizzi il movimento del nuoto in acque libere, a volte poco considerato da chi invece dovrebbe migliorarne il posizionamento e la notorietà.

Un arrivederci nelle acque della nostra penisola. Buon nuoto!

Alessandro Pilati
Presidente NAL





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