
Atleta in azione (foto emantri.files.wordpress.com)
Da vari studi universitari d’oltreoceano, si evince che un moderato allenamento (100-150 minuti una volta la settimana) durante l’influenza aiuta in molti casi ad attenuare i sintomi e favorisce la guarigione. Come linee generali da seguire si è stilata una serie di regole da seguire per capire se si è in grado di affrontare l’attività fisica oppure no.
In generale, i sintomi limitati al di sopra del collo (ad esempio naso che cola, leggero mal di gola ecc.) non impediscono di allensarsi ed anzi sono sintomi che scompaiono o si attenuano con un moderato allenamento.
Tutti gli altri sintomi al di sotto del collo (dolori muscolari, vomito, diarrea ecc.) sono da considerarsi come segnali di stop per praticare qualsiasi tipo di sport o attività aerobica. E’ da includere anche la febbre che superi i 37 gradi.
Nel 1998 Thomas Weidner, un allenatore universitario americano, condusse uno studio su atleti infetti da influenza e su atleti sani. I risultati, validi ancora oggi a più di dieci anni di distanza, evidenziano come la risposta fisiologica e le performance non sono diverse tra i due gruppi ed anzi, chi aveva svolto attività fisica in stato influenzale, stava meglio dopo ogni sessione di allenamento.
Ad ulteriore prova di queste teorie, gli studi effettuati nel 2005 alla University of Illinois su cavie da laboratorio hanno evidenziato come anche solo chi effettuava una “corsetta” di 15 minuti su di un tapis roulant otteneva benefici contro la malattia.
Curva J

Grafico sul rapporto tra il rischio di infezione e la quantità di esercizio fisico (fonte theglobeandmail.com)
Il grafico evidenzia che l’esercizio fisico moderato riduce il rischio di infezione del tratto respiratorio ma che gli esercizi intensi e prolungati ne aumentano il rischio.








Per esperienza diretta, allenarsi con il mal di gola non fà altro che prolungare lo stato influenzale.
Lo studio, forse, si riferisce alla pratica di uno sport che non comprenda l’immersione in acqua, i repentini cambi di temperatura danneggiano il sistema immunitario.
Caro Luigi,
hai ragione, va considerato che se il mal di gola non è leggero ed è legato ad uno stato influenzale, quindi appartenenti a sintomi al di sotto del collo, è da osservare un periodo di riposo.
Grazie per il contributo e buon nuoto!
Io seguo la regola “se me la sento nuoto”, quindi mi è capitato di andare in piscina con sintomi influenzali, non con febbre vera e propria, ma appunto come dice l’articolo sintomi “al di sopra del collo”, oppure con bronchite. Ovviamente non allenamenti troppo pesanti.
In caso di raffreddore-bronchite ho notato che mentre nuoto sto abbastanza bene, poi dopo la doccia tornano i sintomi precedenti.
Comunque un lavaggio clorato (o di acqua di mare) delle vie aeree superiori non può che essere benefico per i piccoli problemi stagionali.
Ho anche verificato che un raffreddore o una faringite possono essere completamente debellate da alcune ore di attività intensa in ambiente marino (probabilmente una sinergia di attivazione immunitaria e acqua salata). Peraltro parliamo di un equilibrio delicatissimo quindi bisogna anche mettere in conto possibili complicazioni.
La pratica yoga prevederebbe di prassi il lavaggio accurato delle fosse nasali (“yala neti”) ogni giorno con soluzione salina, ciò agirebbe preventivamente contro raffreddori faringiti otiti ecc.
Ritengo che il beneficio del nuoto nella prevenzione dei malanni stagionali sia anche legato a questo continuo lavaggio rispetto agli sport a secco.
Ciao
Io invece credo che atleta o non atleta, quando il fisico si “ammala” vuole dire che c’e qualcosa che non va… e secondo me non deve essere “stressato” piu’ di tanto. Parere personale ovviamente.
Ciao
Sconsiglio di nuotare a chi ha il mal di gola, purtroppo io ne soffro con il cambio di stagione. Il cloro indebolisce le difese immunitarie del cavo orale e fa peggiorare le condizioni, tanto che è meglio saltare un allenamento invece di dover fermarsi per più tempo!
In alternativa va bene un allenamento casalingo, tipo cyclette o qualche flessione/addominali in luogo asciutto.
Sono un appassionato di nuoto, però mi accorgo quando nuoto più di un mese in piscina, andandoci regolarmente per 3 volte a settimana che mi si tappa il naso e non respiro bene. Ho mal di gola e muco, tutti sintomi di un’influenza con la conseguenza che devo smettere d’andare in piscina per stare meglio.
Ho provato varie cure e precauzioni sotto i consigli di un otorino ma, purtroppo è il cloro della piscina che mi infiamma le mucose nasali fino a provocarmi veri e propri stati influenzali. Cosa mi consigliate?
Caro Franco,
il tuo non è problema isolato, ci sono anche altri nuotatori che in piscina accusano disturbi simili a tuoi, in particolare in quelle piscine dove c’è poca aerazione.
I consigli che possiamo darti sono:
- cercare in farmacia un prodotto spray nasale che abbia come funzione quella di creare una pellicola protettiva sulle mucose
- spurgare quanto più possibile le fosse nasali o cavità nasali con acqua salina
- provare a cambiare piscina o alternare gli impianti
Alcuni, utilizzano il tappanaso per evitare il contatto delle mucose con l’acqua ed i vapori del cloro.
Se noti che bocca e gola si seccano, puoi tenere in considerazione di munirti di bottiglia d’acqua e sorseggiare regolarmente, così da reidratarle quanto possibile.
Inoltre, bere per le sedute oltre l’ora e con intensità medio e medio-alta è consigliato per bilanciare la perdita dei liquidi.
Se il problema persiste ovviamente ricorri al consiglio di un medico.
Tienici aggiornati e Buon Nuoto!
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Staff NAL
salve, sono circa 3 anni che faccio palestra. Ma è normale che ogni volta che arriva la febbre e continuo ad allenarmi non dura nemmeno un giorno, e quando invece provo a stare a letto a riposare prendendo farmaci mi dura una settimana??
x Andrea: si è normale…in palestra ti alleni in un ambiente climatizzato,non si è soggetti a colpi di freddo, e ci si sottopone ad allenamenti di intensità elevata ma di breve durata in genere…la temperatura sale durante la sessione di allenamento,aumenta la pressione,c’è vasodilatazione a livello anche capillare…si suda molto e si beve molto,c’è un ricambio di liquidi continuo.c’è da dire che chi è un cultore della palestra segue un’ alimentazione che non fa mancare nulla all’organismo…si è sempre super integrati(vitamine,sali minerali,aminoacidi ecc…)il sollevamento pesi rispetto ad altre pratiche stimola in maniera diretta e massiccia il rilascio di endorfine(antidolorifico naturale per eccellenza).la sessione di allenamento non supera le 2 ore e segue sempre la bella doccia bollente.
Buongiorno,
io ho avuto 3 giorni di febbre, fortissimo raffreddore e bronchite. ho terminato oggi la cura (antibiotici).
Quando posso riprendere a fare sport? Mi alleno con una squadra di atletica e seguo 2 volte alla settimana un corso di hydbrobike.
grazie
Cara Ilaria,
vanno tenuti in considerazione quali strascichi dell’influenza sono rimasti (condizioni oggettive) e quali sono le proprie percezioni di salute (condizioni soggettive).
Superato comunque lo stato di malattia, l’attività sportiva va ripresa sempre con moderazione e buon senso, eseguita ad un’intensità e volume proporzionato al proprio livello.
La regola fondamentale è quella di non forzare i tempi di ripresa, non cercare di ritrovare in poco tempo i livelli prestativi precedenti alla malattia: avere pazienza, prediligere allenamenti brevi, semplici e leggeri, stando attenti a non stressare il fisico ed evitare l’eventuale rischio di ricadute.
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A. Pilati – Allenatore ASD NAL