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Aggiornamenti sul caso Crippen


Francis Crippen (fonte francrippen.com)

Sabato 30 Ottobre 2010 si è celebrato il funerale di Francis Crippen, in diversi l’hanno commemorato come il Worldwide Tribute to Fran Crippen. Di seguito il punto della situazione sul caso della scomparsa dell’atleta.


Le condizioni di gara e la sicurezza durante la competizione del 23 Ottobre negli Emirati Arabi solleva seri interrogativi e lascia increduli per tanta superficialità organizzativa. Oltre ad aver perso la vita Crippen, sono stati molti gli atleti ricoverati in ospedale.
Il vincitore di tappa Thomas Lurz ha dichiarato che la gara non doveva essere fatta in quelle condizioni, con alta temperatura sia dell’acqua sia dell’aria.

Pesanti sono le testimonianze degli atleti, da cui risulta l’assenza totale di barche d’appoggio lungo il percorso ed insufficiente personale per controllare gli 80 partecipanti, la richiesta di aiuto durante la gara dell’americana Christine Jennings non ha avuto risposta e le ricerche di Crippen sono iniziate perché gli stessi atleti si erano accorti che mancava.

Tra i vari commenti che hanno avuto risalto c’è quello sul Los Angeles Times dell’oncologo Larry Weisenthal, fondatore del Weisenthal Cancer Group in Huntington Beach.

Weisenthal denuncia la necessità di migliorare le regole sulla sicurezza, poichè l’accaduto negli Emirati Arabi palesa la necessità di definire nel regolamento internazionale anche la temperatura massima consentita per una competizione e non solo quella minima.

Weisenthal contesta quanto sostenuto dagli ufficiali di gara negli Emirati Arabi, che sostengono il decesso di Crippen a causa di “sforzi eccessivi”, quando invece Weisenthal sostiene che non si muore per esaurimento, considerando priva di senso la giustificazione degli organizzatori.

Inoltre, Weisenthal scrive che fare gareggiare atleti in una 10 chilometri (circa 2 ore di competizione) ad una temperatura di 30 gradi è da criminali.
L’analogia potrebbe essere correre una maratona con 30 gradi ma nel nuoto la situazione è però più pericolosa.

Di seguito riportiamo quanto espresso da Weisenthal e pubblicato sul Los Angeles Times.

«Quando un corridore è disidratato, accadono due cose: si ferma la sudorazione e si nota il sale incrostato ovunque, seguito ovviamente dal colpo di calore. Inizia il delirio. Per chi osserva la gara una condizione di questo tipo è molto facile da notare.

I problemi che si incorre nuotando con l’acqua a 30 gradi sono più complessi da notare:

1. L’alto ritmo del nuoto professionistico determina ipertermia nell’atleta, con conseguente abbondante sudorazione.

2. Nel nuoto nessuno può notare quanto si suda ed il rischio è di disidratarsi.

3. Il problema di correre con alte temperature è disidratazione ed ipertermia (colpo di calore). I sintomi del colpo di calore sono quelli più evidenti della disidratazione.
Nuotare con l’acqua a 30 gradi l’ipertermia non è così esagerata. In assenza di sudorazione, ci sono i 30 gradi dell’acqua che raffreddano il corpo dall’esterno (temperatura più bassa di quella del corpo umano) e l’acqua è mezzo di trasmissione termica più efficiente dell’aria. In queste condizioni non si può incorrere in colpi di calore.

4. Nuotare con l’acqua calda non può comportare colpo di calore ma semmai disidratazione e conseguenza pericolo di salute.
Nuotando si è già sdraiati ed in grado di mantenere il flusso di sangue al cervello senza essere in grado di dare evidenti segnali di pericolo di pressione, l’eccessiva disidratazione in sostanza porta allo shock e ad un totale collasso circolatorio.
»

Intanto, la FINA ha pubblicato la composizione della Task Force che indaga sul caso, tra i quali c’è l’italiano Dr. Antonio Pelliccia, Direttore Scientifico dell’Istituto Medicina dello Sport del CONI e specialista in Malattie Cardiovascolari e Medicina dello Sport.

Per mantenere vivo il nome dell’americano, la famiglia Crippen ha istituito la fondazione Fran Crippen Elevation Foudation che sostiene le cause alle quali Fran Crippen teneva di più. Invece dei fiori la famiglia suggerisce di eseguire una donazione e la Federazione Italiana Nuoto non è voluta mancare, donando 10.000 dollari.

Di seguito riportiamo i riferimenti della fondazione:
The Fran Crippen Elevation Foundation
301 E. 8th Avenue
Conshohocken, PA 19428

Intervista a Maddy Crippen durante Good Morning America della ABC News

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