
Alessandro, provato dopo l'arrivo della 5K (foto President NC)
Lo splendido mare dell’isola vale la scelta di passare qualche giorno in questa località, dove ci si trova immersi in una dimensione distesa, le persone del posto sono molto cordiali e la natura fa da padrona. Il mare è così cristallino che si riesce a distinguere con nitidezza il fondale e la costa a metri di distanza.
Con il doppio appuntamento del Memorial Giovanna Martinelli porto a casa altri risultati utili per la classifica del circuito FIN. Considerando una mia precaria condizione fisica dei giorni precedenti, posso essere solo soddisfatto di com’è andata: terzo di categoria nella 5K (19° assoluto) e quarto di categoria nella 2,5K (27° assoluto).
Posso recriminare il mio grossolano errore nella prova del mezzo fondo, dove la scelta di fidarmi ciecamente della traiettoria presa dalla testa del mio gruppo mi ha portato fuori tracciato nel tratto che precede l’ultima boa di virata. Ho rimediato in parte all’errore accorgendomi per primo dello sbaglio e riuscendo a rientrare in gara pur con un consistente handicap ai fini del risultato finale.
Caro Lubisco la prossima volta tiro io il gruppo così non sbagliamo rotta!
Anche se il risultato del mezzo fondo non è stato in linea con quello che mi aspettavo alla vigilia, la gara è stata piena di appaganti emozioni: il mare mosso per tutta la gara, le onde perennemente contro nel primo tratto del tracciato, la corrente ingannevole nel tratto lungo, la risalita controcorrente per riprendere l’ultima boa dopo aver sbagliato traiettoria.
Peccato non aver trovato la grinta necessaria per lo sprint nel finale. Dopo aver speso tutto nel tentativo di rientrare non potevo di certo pretendere di più.
Ottimo il risultato del mio compagno di squadra Fabio Pantieri, Master 40. Dopo una stagione invernale deludente nelle competizioni in vasca, agguanta due piazzamenti di rilievo, 2° di categoria nella 5K (29° assoluto) e 3° di categoria nella 2,5K (21° assoluto).
I risultati portano punti importantissimi al Fanatik Team in una stagione 2010 caratterizzata da un organico più ridotto rispetto alla scorsa stagione.
L’unico aspetto che non mi ha entusiasmato della manifestazione è stata la scelta dell’organizzazione di utilizzare boe di virata troppo piccole per essere facilmente visibili dall’acqua. In altre gare, boe di tali dimensioni vengono in genere utilizzate come boe di direzione e posizionate vicine tra loro.
Non oso pensare lo stupore delle atlete nella gara di mezzo fondo quando si sono accorte che la boa all’altezza del faraglione si è sganciata ed ha preso il largo.
Gli aneddoti da ricordare sono cinque:
1 – gli intraprendenti gabbiani reali del luogo che si aggirano sempre con più disinvoltura tra i lettini e teli dei bagnanti nella ricerca di cibarie varie, oltre al simpatico esemplare che sfrutta il traghetto per traversare il tratto da Porto Santo Stefano al Giglio;
2 – il confuso pizzaiolo che prima crede che io sia egiziano, poi crede il mio compagno di squadra sia mia fratello quando abbiamo lineamenti e carnagione decisamente diversi;
3 – la nuotata in compagnia di Alessandro Bossini lungo la costa da Campese a Punta Secca;
4 – l’amico albergatore e cuoco Aroldo del Porticciolo, che oltre ai suoi deliziosi piatti riesce sempre a trovare la battuta pronta per farti sorridere;
5 – mia figlia di due anni che pur di bissare la colazione insinuava che il padre le avesse bevuto tutto il suo latte nel biberon.
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