Santerenzino Luglio 2011: applicazione del regolamento e necessità di alcuni miglioramenti


Massimo Milano ai Campionati Italiani Master 2011 (foto Gessica Colosi)

NAL pubblica la lettera di Massimo Milano, atleta Master del Nuoto Grosseto, che commenta un’altra scelta presa dai giudici nello squalificare alcuni atleti che nel tratto finale della gara di fondo del Santerenzino 2011 di fine Luglio non hanno rispettato il tracciato. Milano risponde anche ad alcuni commenti dei lettori al suo precedente intervento.


Scrivo nuovamente per sottolineare una decisione arbitrale presa al termine della prima prova del Trittico Natatorio Santerenzino 2011 che condivido in gran parte. Veniamo subito ai fatti.

La gara prevedeva di percorrere per 2 volte il solito tracciato degli ultimi anni con un’unica variazione costituita da una boa, posizionata circa 200m al largo di punta Colombo che era l’unica che doveva essere lasciata obbligatoriamente a destra in entrambi i giri.
La cartina, tra l’altro inviata via email dagli organizzatori in anticipo, a mio avviso non dava possibilità di errore ed il giudice arbitro ha spiegato chiaramente il da farsi, ribadendo a più riprese che quella boa era da lasciare a destra in entrambi i giri.

Però, durante la gara molti atleti al termine della scogliera di fronte a Venere Azzurra hanno puntato dritti all’arrivo saltando la boa del percorso che determinava un allungamento del tracciato di circa 200 metri.
Questo è successo anche al gruppo di cui facevo parte e dal quale ne sono uscito per dirigermi e rispettare il tracciato. Ho cercato di avvertire dell’errore del gruppo perché venisse richiamato ma purtroppo nella barca ancorata di fianco alla boa ho trovato solo il barcaiolo, il quale non si era reso conto di niente e non è stato in grado di darmi indicazioni né sull’obbligatorietà della boa né sulla posizione della barca dei giudici.

Dall’acqua non ho capito il motivo per cui tutto il mio gruppo si sia diretto all’arrivo senza recuperare il tracciato corretto e puntare sulla boa saltata, il tutto nonostante un’imbarcazione andata incontro e considerando anche il fatto che sicuramente qualcuno di loro mi deve pur aver visto lasciarli, visto che ero in seconda posizione al centro del gruppo, tanto da faticare a tirarmene fuori.

A fine gara mi ha lasciato stupito il fatto che i giudici d’arrivo non avessero nessuna notizia di eventuali tagli al percorso. Il collegamento radio terra–mare non è uno dei requisiti minimi di funzionalità per organizzare una gara di nuoto in acque libere?

A terra ferma permane una situazione di incertezza poiché pare che molti atleti non si siano accorti di nulla, anzi c’è qualcuno come Stefano Argiolas che è sicuro di aver fatto bene in quanto un giudice di gara, ma non il giudice arbitro, gli ha riferito che l’ultima boa era solo direzionale.
Tutto si sblocca solo al termine della gara quando arriva il giudice arbitro con una lista di nominativi che gli sono stati segnalati dai giudici di percorso e specifica che gli atleti sono stati avvertiti dai giudici sulla giusta direzione da tenere ma non hanno ascoltato i richiami.
Prima della pubblicazione delle classifiche comunque tutti gli atleti interessati vengono chiamati a colloquio dai giudici e poi vengono squalificati ad eccezione di Stefano in quanto ha presentato reclamo per l’indicazione errata che ha ricevuto, venendo di conseguenza riammesso in classifica con però una penalizzazione.

Sono contento per Stefano, che è uno dei più forti atleti master e meritava sicuramente la vittoria di categoria, ma rimango da subito molto perplesso sulla decisione presa, anche dopo la spiegazione del giudice arbitro.
Sinceramente però, anche dopo essermi riletto il regolamento FIN 2011 non ho trovato il fondamento di questa decisione, dove anche tutti i giudici che ho interpellato concordano con me.

A onor del vero però non tutte le responsabilità devono ricadere solo sugli atleti. Infatti, a mio parere, spesso ci sono corresponsabilità sia da parte degli organizzatori, che a volte tracciano percorsi complessi o che si prestano a possibili
fraintendimenti non avendo poi le persone ed imbarcazioni per garantire la sicurezza, sia da parte dei giudici che dovrebbero posizionare almeno una barca nei punti cruciali del percorso, come ad esempio su tutte le boe obbligatorie.

Se si stabilisce una regola, questa debba essere assolutamente rispettata da parte degli atleti cercando comunque di metterli in grado di non sbagliare ed incorrere a spiacevoli squalifiche.
Concordo inoltre con quanto affermato dal mio amico Maurizio Morini in uno dei suoi ultimi commenti: «se si mette una regola occorre accertarsi d’essere in grado di farla rispettare, altrimenti è inutile.»

Questa affermazione, mi porta a ricollegarmi ai commenti postati sul precedente mio intervento sulla Maratona degli Etruschi 2011 e rispondere a Teto esplicitando meglio quanto affermato in altre occasioni: quando vado alle gare pretendo una sola cosa, che il regolamento sia rispettato. Però non mi piace nemmeno vedere gli atleti squalificati e per questo sono un fautore della prevenzione e mi piacerebbe vedere che l’organizzazione ed i giudici pongano in essere un’adeguata vigilanza nei punti chiave del percorso, come le boe di virata e l’entrata dell’imbuto di arrivo.

Per essere ancora più esplicito e rendere note a tutti le proposte che da anni avanzo ad organizzatori e giudici, secondo me a tutte le boe di virata e davanti all’imbuto di arrivo ci deve essere per lo meno una barca, due per l’imbuto per coprire ogni lato, con sopra almeno un giudice che sia in grado di indirizzare gli atleti nella giusta direzione, semmai anche sbarrando loro la strada con l’imbarcazione. Solo il mancato ascolto delle loro indicazioni impartite si può prendere nota di chi taglia il percorso stabilito, comunicarlo senza indugio via radio ai giudici d’arrivo e comunicare l’eventuale squalifica tempestivamente al momento stesso dell’arrivo.

Vedo positivamente anche la possibilità di dare ai nuotatori la possibilità di rimediare all’errore commesso tornando indietro, anche se lo sbaglio avviene nel tratto conclusivo del tracciato. Adesso, invece, so che una volta toccato lo striscione d’arrivo o comunque superata la linea del traguardo la gara è considerata terminata e se sono stati commesse delle irregolarità di percorso non possono essere più sanate.

Riguardo il tempo limite nel fondo, personalmente lo toglierei uniformandolo così a quanto stabilito per le gare di mezzo fondo ma, visto che è invece previsto dal regolamentare, proporrei le seguenti modifiche:
- il distacco deve essere preso dal 1° master e non dal 1° assoluto visto che da anni noi master facciamo categoria a sé stante;
- il tempo limite deve essere direttamente proporzionale alla distanza e quindi nel caso della 10 Km deve essere almeno il doppio di quello della 5 Km, cioè almeno 2 ore e non gli attuali 90 minuti, questo perché all’aumentare della distanza, il distacco da chi è più forte cresce in modo più che proporzionale e quindi anche il tempo limite a mio avviso dovrebbe fare altrettanto.

Se il vero motivo del limite di tempo è il timore dell’organizzazione di fare troppo tardi per il pranzo e/o per le premiazioni, si possono adottare delle partenze anticipate tipo quelle che vengono date alla Coppa Byron, non meno dar luogo alle premiazioni anche se gli ultimi non sono ancora arrivati, dandogli però la possibilità di concludere la prova ed essere comunque classificati.

Concludo rispondendo all’intervento di Franco. Caro Franco, leggo nel tuo intervento che «il record di Massimo sulla Cavi-Sestri e di Perrotti sul Periplo Manara non valgono nulla se non a livello di soddisfazione personale.»
Sinceramente non capisco il motivo della tua decisione dal momento che io ho usato il vecchio costume di stoffa (licra) della Speedo (Fast Skin 1) che in quel periodo era ammesso ed il cui tessuto attualmente è ancora ammesso. L’unico elemento che non è più regolare è la cerniera ma sappiamo tutti che non apporta alcun tipo di vantaggio perché non è quindi il costume “gommato” ormai bandito dalla FINA.
Inoltre, non capisco per quale motivo a suo tempo mi hai fatto partire e poi hai omologato il record. Potevi subito dirmi che con il “costumone” il record non sarebbe stato valido ed io avrei nuotato tranquillamente con lo slip da allenamento.

Comunque sia, Franco hai toccato il tasto giusto: per me il vero motivo di quest’attività sportiva così faticosa ed impegnativa è solo la soddisfazione personale, che deriva dalla passione ed dal piacere nel nuotare in acque libere, soprattutto se in un mare limpido, pulito e fresco come avvenne in quella bella giornata di sole dell’11 Ottobre 2006 quando, invece di starmene chiuso in ufficio davanti ad un PC, mi presi un giorno di ferie venni a Sestri per farmi quella bella traversata fino a Cavi il cui ricordo rimarrà sempre nel mio cuore.
Non pago, credo di essere stato l’unico dei “challenger” fino a quella data, decisi di farmi anche il ritorno da Cavi a Sestri a nuoto e proprio nel secondo tratto, pur da stanco ma con condizioni marine più favorevoli, feci il record.

Tutto il resto, cioè i risultati, per me viene in secondo piano. Quest’anno l’ho dimostrato in pieno venendo a gareggiare nonostante i problemi di salute che ho avuto e contro il parere della maggior parte dei medici che ho consultato.

Viva il mare!

Massimo Milano

3 Commenti

  1. franco scrive:

    Risposta corretta caro Massimo, vale di più la soddisfazione personale.
    In quanto al record non è il costumone il problema ma il fatto che tu e Paolo avete avuto un “traino” a far la rotta… cerca il cavillo…
    Concordo con te sul fatto che i regolamenti dovrebbero essere fatti per aiutare e non per rendere schiavi… ma chi è oggi che può cambiare i regolamenti, se le RELAZIONI sia negative che positive dei commissari di allora-oggi ABOLITI- non sono mai state lette?
    I commissari erano pochi ma esperti: Lombardi-Milano-Ronzoni-Trani-Carosi-Lo Cascio e qualche altro.

    Eppoi, chi dovrebbe leggere quelle relazioni ancor valide che evidenziano i problemi che tu oggi poni… con almeno 10 anni di anticipo… il consigliere del fondo o quello dei master?
    Io mi sono liberato del problema e lascio ad altri la soluzione e per ciò che riguarda il record posso sempre garantire l’assistenza sul periplo Manara e sulla Cavi e sulla Portofino ma l’UFFICIALITA’ del risultato devi cercarla tra le righe dei regolamenti e sinceramente non è più un divertimento.

    Almeno per me, che oltre a far nuotare tanta gente ho ricominciato a nuotare al di fuori di qualsiasi velleità di risultato. Tanto la storia non la può cambiare nessuno, anche se qualcuno tende a dimenticarla.

    Buonanotte, Frank

    P.S. Arrivo dalla Francia, dove sono bravissimi, con meno giudici, meno boe, meno barche e dopo 10 minuti dall’arrivo dell’ultimo (IO!) erano pronte le classifiche.

  2. franco scrive:

    Parte seconda.

    Sarebbe auspicabile che un portavoce del gruppo dei nuotatori Masters (quelli che scrivono e vanno anche veloci sono molto pochi) portasse in federazione la propria voce, ma non al settore Master che funziona benissimo nelle “sue” prove, ma semmai al settore Fondo che gestisce il circuito.
    In secundis, i Master forti possono sempre optare di iscriversi alla FIN come agonisti.
    Infine, c’è la LIN che li accoglierebbe a braccia aperte!

    Comunque noto sempre un attacco agli ORGANIZZATORI: organizzare è difficile e ciò che si incassa-senza sponsor se ne va in spese ed in più si corre il rischio di essere sputtanati sul web.

  3. marco scrive:

    Ciao Massimo,
    concordo in toto con quanto tu scrivi e, seppur non entrando nel merito del dolo o meno di certi atleti, bisogna comunque riconoscere che quest’anno il vero “must” del nuoto in acque libere è stato proprio il taglio di boa.

    P.S. Copia di questa lettera l’hai inviata anche a Giovanni Bozzolo per dare maggiore visibilità?

    In cresta all’onda,
    Marco

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Chiusa la Fanzine NAL

12 Aprile 2013 -

LA FANZINE NAL CHIUDE DEFINITIVAMENTE!


Dopo aver provato anche la via delle sottoscrizioni ed aver costatato che non vi sono i numeri per far sopravvivere la fanzine, NAL decide di chiuderla definitivamente.

Parte dei contenuti e delle aree tematiche proseguiranno ad esistere sul sito della società sportiva e consultabile solo per coloro che sono iscritti.

A nome dell'intero Staff ringrazio coloro che ci hanno appoggiato, seguito, criticato, dato spunti per migliorare e per provare a credere ad un progetto che valorizzi il movimento del nuoto in acque libere, a volte poco considerato da chi invece dovrebbe migliorarne il posizionamento e la notorietà.

Un arrivederci nelle acque della nostra penisola. Buon nuoto!

Alessandro Pilati
Presidente NAL





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