Maratona degli Etruschi 2011: un plauso ai giudici


Massimo Milano durante la premiazione ai Campionati Italiani Master Sprint 2009 (foto Roberto De Bartolomeis)Massimo Milano durante la premiazione ai Campionati Italiani Master Sprint 2009 (foto Roberto De Bartolomeis)


NAL pubblica la lettera di Massimo Milano, atleta Master del Nuoto Grosseto, che commenta la scelta da parte dei giudici di squalificare alcuni atleti che nel tratto finale di gara non avevano rispettato l’entrata dell’imbuto d’arrivo che precede il traguardo.


“Torno a scrivere dopo molto tempo per sottolineare una decisione arbitrale presa al termine della Maratona degli Etruschi e che condivido, sperando sia d’esempio per tutti gli altri giudici di gara ed un monito per gli atleti.

I giudici arbitro di Piombino, nelle persone di Cristina Bianchi (il mio “giudice preferito”) ed Elisabetta Ulivieri hanno finalmente sanzionato con la squalifica quella che è, a mio avviso, la più comune violazione delle norme regolamentari: non
imboccare regolarmente l’imbuto di arrivo. L’articolo 4 del Regolamento FIN
2011 afferma che «L’atleta deve attraversare, pena la squalifica, la linea immaginaria tra le due boe che segnalano l’inizio dell’imbuto di arrivo.»

Sinceramente, dopo la decisione presa al mondiale di Roma 2009, dove si penalizzò l’atleta italiano Valerio Cleri a vantaggio dell’atleta americano Francis Crippen che non fu squalificato per il taglio dell’imbuto d’arrivo e dove in palio c’era la medaglia di bronzo, non mi aspettavo che la suddetta violazione venisse più sanzionata.

Inoltre, negli scorsi anni ho assistito personalmente e da racconti di amici ogni genere di violazione del regolamento, specialmente nel tratto finale del percorso e quindi con l’aggravante d’avvenire davanti ai giudici di arrivo che, malgrado le irregolarità hanno quasi sempre lasciato correre non applicando le sanzioni previste dal regolamento.
Infatti, proprio nel tratto conclusivo delle gare si verificano a più riprese situazioni che vanno dalle semplici scorrettezze tra atleti, che in effetti a volte sono difficilmente individuabili a meno che non si tratti di evidenti affondamenti (neanche questi, seppur palesi, sono mai stati sanzionati) ai più comuni tagli dell’imbuto, fino ad arrivare ai tagli di boe costituenti il tratto finale del percorso.
In alcune circostanze le irregolarità sono state addirittura premiate con il mantenimento della posizione in classifica e quindi del vantaggio illecitamente acquisito, mentre mi sarei almeno aspettato una penalizzazione consistente nella
retrocessione in classifica al di dietro degli atleti che nuotavano insieme nello stesso gruppo e che hanno percorso il tracciato in maniera corretta.

Per il futuro spero che questa decisione arbitrale faccia scuola e che l’intera classe arbitrale applichi più rigorosamente il regolamento evitando di fare interpretazioni che non competono al ruolo di giudice.
D’altra parte però penso che sarebbe auspicabile che i giudici invitassero esplicitamente gli atleti a ripercorrere correttamente l’imbuto di arrivo in modo da evitare così la squalifica.

Naturalmente sono dispiaciuto per gli amici Gerardo Parrinello e Stefano Argiolas che avevano disputato un’ottima gara tutta in testa al gruppo master e che si sarebbero comunque piazzati nelle prime posizioni anche se gli fosse stato detto di ripercorrere l’imbuto finale per non essere squalificati.
Un pensiero va anche all’amico Marco Leone che non ha potuto gareggiare perché giunto poco prima della partenza maschile; a mio avviso, e come ho già detto altre volte, sarebbe stato possibile farlo partire con il gruppo delle donne pochi minuti dopo o comunque si sarebbe potuto aspettare qualche minuto come è avvenuto per diverse manifestazioni.

Viva il mare!

Massimo Milano

13 Commenti

  1. leonardo meoni scrive:

    Condivido in pieno l’elogio di Massimo ai giudici della Maratona degli etruschi. L’infrazione era palese ed e’ stato giusto e coraggioso applicare tale regola. Non altrettanto coraggioso (ma non credo sia responsabilità piena delle giurie) e’ stato togliere una decina di atleti dall’acqua (quelli piu lenti), che dopo un immane ed inimmaginabile sforzo fisico e mentale di oltre quattro ore si sono visti tirare fuori dall’acqua dalle barche. Ho visto i loro volti amareggiati e sconfortati. Meriterebbero un premio, non un trattamento del genere. Si trattava di aspettare 20-30 minuti in piu (com’e’ stato sempre fatto negli anni precedenti). E’ cosi bello vedere la gioia di una persona che per la prima volta taglia il traguardo di una 10 km, oppure vedere un ragazzo affetto da disabilità motoria che taglia il traguardo. E’ la cosa piu bella da vedere in una manifestazione del genere. In questo caso i regolamenti non sono stati applicati: esistono due regolamenti fin: uno per gli agonisti ed uno per i master. Per i master non e’ previsto tempo massimo. La gara e’ mista master / agonisti, le classifiche sono separate ed anche i regolamenti lo sono. Franco Lo Cascio e’ da anni che sottolinea “giustamente” questa discrepanza. Se un agonista supera il tempo massimo, deve essere tirato su in barca, un master no, e’ contrario al regolamento, oltre che eticamente orrendo. Solo in alcune gare toscane, e molto saltuariamente ho riscontrato un comportamento del genere sul tempo massimo. Mi e’ stato detto che questa e’ una gara per agonisti aperta ai master…. No, se partecipano i master, il regolamento da applicare e’ quello dei master per i master (tra l’altro la gara fa’ parte anche del circuito ufficile). Se poi questo e’ un modo per scremare l’eccessivo numero di atleti iscritti a questa edizione, in modo da scoraggiarli per la prossima, allora preferisco non commentare nemmeno. Ricordo solo che per questo, esiste un sistema piu democratico (modello stretto di messina o coppa byron): mettere un limite di iscritti e chiudere le iscrizioni quando questo limite viene raggiunto. Scremare la partecipazione dal basso, dai piu lenti, da quelli con meno mezzi, e’ un modo di agire che non condivido e non condivero’ mai.

  2. franco scrive:

    Leggo e ci penso sopra: ringrazio comunque Leonardo Meoni che ha rilanciato un mio “pensier”.
    Qualche anno fa ho accompagnato al lago di Scanno Sergio Ferri, categoria M80, che ce l’ha fatta ad arrivare in fondo grazie anche a qualche remata sulla schiena… ma, all’arrivo, io ero molto più contento di lui! :)

  3. valentina trabucco scrive:

    Bravi Massimo e Leonardo per l’ottimo risultato ottenuto nella 10km.
    Sono ad esprimere la mia più sincera gioia nel leggere con quanta premura (che dovrebbe essere comunque doverosa) i giudici riescano a volte a mettere in pratica quanto sancito dal regolamento FIN.

    Torno da una gara ad Amalfi disputata ieri ed al termine della quale, nonostante le varie segnalazioni provenienti da diversi atleti, si è permesso che una terza assoluta portasse a casa una mega coppa ed un risultato come prima di categoria avendo utilizzato un fantastico costumone gommato con zip!

    Paghiamo quasi 300 Euro i costumi regolarmente bollati FINA e paghiamo senza fiatare le tasse gara in cui, credo, sia compreso anche il compenso ai giudici di gara. E QUESTO PERCHÉ?
    PERCHÉ FORSE CI RENDE FELICI REGALARE I SOLDI IN GIRO? BHO!

    Un saluto al mio caro Marco che con una costola rotta porta a casa un comunque soddisfacente risultato.

    Ciao a tutti ed ancora bravi. Valentina Trabucco

  4. Andrea Crovetto scrive:

    Buongiorno a tutti, io sono nuovo di questo mondo, vengo dalla pallanuoto e a 38 anni mi sono convinto a tornare a fare competizioni di nuoto master. Partecipo a gari sia FIN che UISP. Vorrei ricordare solo una cosa: lo spirito Olimpico con cui furono aperte le Olimpadi dell’era moderna, come si sa, è “l’importante non è vincere, ma partecipare”…. L’atteggiamento dei giudici nel caso della maratona di Piombino recentemente disputata anche dal sottoscritto, di “tagliare fuori” una parte di atleti applicando in modo “improprio” un regolamento, alla luce delle spirito olimpico dell’importanza delle partecipazione rispetto alla vittoria (no sagra della salsiccia, con tutti il rispetto per le sagre e le salsiccie, parlo di Olimpiadi…) si commenta da sola. Io ho finito la gara, non so se entro o fuori tempo massimo, non mi interessa, ho vinto la sfida con me stesso….ma per fortuna sua, nessuno giudice mi si è avvicinato con la barca per “tirarmi su” (ok che alla fine si è bolliti, ma “tirati su” fa paura come modo di dire)…perchè si sarebbe finita a nuoto insieme di sicuro!

  5. Maria scrive:

    Condivido pienamente quanto scrive Leonardo sul tempo massimo. Per noi Master, su queste distanza ‘arrivare in fondo’ è già una soddisfazione enorme. Ed è orrendo, dopo ore di sforzi e sapendo di poter portare a termine una gara, dover essere tirati su in barca. E’ quello che temo possa essere il mio destino alla 18km della Cagliari-Poetto. E vi assicuro che l’idea di essere obbligata a salire in barca dopo più di 5 ore di nuoto e magari avendo già in vista l’arrivo mi spaventa più di tutto il resto!

  6. gabriele scrive:

    un plauso in meno ai giudici della maratona perchè probabilmente qualcuno ha tagliato … un po’ di gara (200/300 minimo) … i tempi della classifica nn lasciano dubbi … o sì si spera che chi taglia d’improvviso sia diventato fenomeno … 10 km sono lunghi da controllare ma ci si concentra solo sulle boe di partenza intermedia e d’arrivo … io lancio l’appello … cmq i fenomeni devono confermarsi … buon nuoto a tutti

  7. Sara scrive:

    Sono pienamente d’accordo con quanto detto sopra da Leonardo Meoni e da Maria. A tal proposito riporto un pezzo del regolamento master per le gare di fondo: “Tempo massimo : ai concorrenti sarà concesso di completare la gara, salvo casi di particolare ritardo la cui valutazione è affidata sul campo al G.A.” Orbene, pare che il tempo massimo non debba essere applicato, nè tanto meno credo che impiegare un’ ora e quaranta- due ore in più, rispetto ad un agonista per fare una 10 km rientri in un caso di particolare ritardo, tanto da dover “ripescare” un’atleta dall’acqua a pochi metri dall’arrivo. Ma, ammettendo anche che questa regola debba essere applicata o che oltre l’ora e mezza si rientri nei casi di “particolare ritardo” previsti dal regolamento, la cosa che lascia attoniti è l’arbitrarietà con la quale questa regola viene utilizzata. Basti guardare l’anno scorso, per notare come in classifica siano rientrati atleti che erano ben oltre l’ora e mezza rispetto al primo arrivato. Non solo, ma questo limite, che per i master ribadisco non esiste, se applicato, per lo meno dovrebbe essere regolato rispetto alla prima donna master arrivata o al primo uomo master. Trovo ingiusto e iniquo calcolare il tempo massimo dal primo agonista (uomo o donna) classificato. Se è vero che siamo due categorie diverse, riprova di ciò è il fatto che vengono stilate due classifiche differenti, allora perchè un master deve essere escluso da una prestazione agonista? Qualcosa evidentemente non torna. Dire che questa si tratta di una gara per agonisti aperta ai master (della serie vi facciamo un piacere ad ammettervi) non significa niente. Un master paga regolarmente l’iscrizione e quindi deve essere trattato seriamente come un qualsiasi atleta e non con un atteggiamento di superficialità. In bocca al lupo a tutti coloro che gareggeranno per la 18 km… Buona nuoto a tutti!

  8. Gerardo Parrinello scrive:

    Sono uno dei due partecipanti alla Maratona degli Etruschi che è stato squalificato per arrivo irregolare, ho chiesto ai giudici di gara il motivo della mia squalifica e mi è stata spiegata l’irregolarità, essendo tale non ho avuto nulla da eccepire, mi chiedo solo perchè non mi è stata conunicata direttamente, ma semplicemente è stato depennato il mio nome dalla classifica finale, e perchè la contestazione non è stata fatta all’arrivo facendomi ripercorrere il tratto che avevo percorso irregolarmente, nulla di grave, non sono un agonista con velleità di nazionale, il mio scopo è quello di nuotare divertendomi e questo è successoquella domenica. Mi ritengo una persona corretta, quindi rispetto in toto la decisione dei giudici, parteciperò ancora alla Maratona degli Etruschi che ritengo la gara più bella del circuito e che mi ha già visto otto volte alla partenza. Un saluto a tutti ed in particolare agli organizzatori della gara. Gerardo Parrinello

  9. pietro scrive:

    L’anno scorso alla 16 km di Cagliari, se non ricordo male, è stato tirato su in barca solo un concorrente che era fuori tempo massimo ma assai distante dall’arrivo. Forse troppo per gli organizzatori. Poi, c’è stata una concorrente oramai fuori tempo massimo, credo di poco, che invece ha potuto terminare andando fuori classifica, ma poco importa.

    Penso che chi partecipa a una 18 km, per la prima o la seconda volta come me, debba mettere in conto diverse cose, tra le quali FINIRLA.
    Una cosa è chiuderla in tempo, un’altra è è provarci.
    Insomma, cari concorrenti della 18 km, me compreso, se vi vogliono tirare su in barca perché il tempo è quello che è, provatele tutte, raccontategli una favola!
    Io penso che gli racconterà di quel Master che vede l’arrivo.

    Un saluto a tutti!

  10. franco scrive:

    Dopo una mail privata con Massimo, mi sento in grado di affermare che i regolamenti vanno sempre rispettati ma non sempre c’è uniformità di giudizio da parte delle giurie. E’ altrettanto vero che, nella stipula dei regolamenti raramente si sente il parere di chi nuota.
    A prescindere dalla simpatia per Bianchi, che concordo, forse era meglio far tornare indietro i due nuotatori.

    Sempre in ottemperanza ai regolamenti, mentre il record nella Portofino-Sestri di Olmi è valido ancor oggi a tutti gli effetti, il record di Massimo sulla Cavi-Sestri e di Perrotti sul Periplo Manara non valgono nulla se non a livello di soddisfazione personale.

    Intanto leggo dell’impresa di Nino al quale faccio i complimenti da parte dei nuotatori della Liguria!

  11. Mauro Cortella scrive:

    Salve a tutti,
    non ero presente alla maratona ma penso di poter aggiungere un commento anche se non sono un atleta, ma un “tecnico”. Ritengo doveroso da parte delle giurie uniformarsi a livello nazionale, e questo è il compito prioritario che da qualche anno ci siamo già imposti, abbiamo raggiunto buoni risultati anche se ancora molto c’è da fare; le variabili in un percorso gara sono molteplici e non sempre le condizioni sono ottimali, è infatti nello spirito delle “acque libere” anche l’imprevedibilità (altrimenti tanto meglio sarebbe andare in vasca!); per quanto riguarda i “tirati su” sono d’accordo che non sia un buon risultato (ma da questo a minacciare il giudice ce ne passa!!!): la soluzione è avviare un buon tavolo di lavoro atleti-fin (i giudici applicano/interpretano non inventano, magari si sbaglia ma il più delle volte con il cuore in mano).
    Cari master, ricordatevi che non siete secondi a nessuno!!! Gli agonisti devono sapere che la vostra energia è il carburante che a molti di loro manca per diventare veri campioni.
    Forza il mondo delle acque libere!
    Mauro Cortella (G.A.)

  12. Teto scrive:

    Massimo sono daccordissimo . Le regole vanno rispettate e dico di più senza sentire assolutamente il nuotatore il giudice decide e quella è legge . Però il giudice deve conoscere e fare la legge e non come alla Noceti che un gruppone non ha imboccato l’imbuto di arrivo e non sono stati squalificati dal giudice capo . Io ero presente in acqua al loro arrivo quindi per me contavano poco però nessun squalificato anche se il giudice dell’arrivo li aveva segnalati TUTTI .
    Motivazione ……il gruppo dietro era molto distante e anche se loro fossero tornati indietro sarebbero arrivati prima loro , non esiste se passi sotto e poi tocchi il tabellone dell’arrivo sei fuori vedi gli Italiani dell’anno scorso a San Terenzo , puoi tornare rifarti l’imbuto ma prima di toccare il tabellone di arrivo . Siamo alle solite gli italiani interpretano sempre le leggi a proprio piacimento. Ciao a tutti

  13. alessandro scrive:

    Concordo con Massimo e Leonardo sia per il plauso all’applicazione del regolamento da parte dei giudici della Maratona, sia per le perplessità che lascia il “fuori tempo massimo” applicato ai masters.
    Relativamente al primo aspetto, credo sia la mancanza di uniformità d’interpretazione del regolamento a rendere la cosa un reale problema e si potrebbe risolvere se tutti gli organizzatori/giudici facessero uno sforzo comune.
    Riguardo il secondo aspetto, concordo in pieno con chi ricordava il vero spirito masters. Tra di noi ci sono alteti con la A maiuscola che regolarmente lasciano dietro agonisti e altri che invece praticano questo sport per scoprire i propri limiti. Privare questi ultimi della soddisfazione di portare a termine una Maratona degli Etruschi o di una gran fondo è fondamentalmente ingiusto. E’ chiaro che l’aspetto sicurezza non può essere sottovalutato – lo stesso che quest’anno ha imposto la modifica del percorso classico della 10 di Piombino – e non può non avere il suo peso. Dunque, sicurezza innanzitutto, ma niente scure del cronometro.
    Concludo chiedendo a Gabriele che cosa gli fa pensare ad un taglio di percorso di alcuni concorrenti nella prova disputata il 3 luglio. Io la gara l’ho fatta e se dovessi accusare qualcun altro di avere barato accorciando il tracciato sinceramente non saprei da dove cominciare. In primo luogo perchè non ero nelle condizioni per farlo (nuotavo), in secondo luogo perchè il percorso rettangolare agevolava nell’identificazione della rotta corretta.
    Ma se “i tempi parlano chiaro”..
    Alla prossima.
    Alessandro.

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Chiusa la Fanzine NAL

12 Aprile 2013 -

LA FANZINE NAL CHIUDE DEFINITIVAMENTE!


Dopo aver provato anche la via delle sottoscrizioni ed aver costatato che non vi sono i numeri per far sopravvivere la fanzine, NAL decide di chiuderla definitivamente.

Parte dei contenuti e delle aree tematiche proseguiranno ad esistere sul sito della società sportiva e consultabile solo per coloro che sono iscritti.

A nome dell'intero Staff ringrazio coloro che ci hanno appoggiato, seguito, criticato, dato spunti per migliorare e per provare a credere ad un progetto che valorizzi il movimento del nuoto in acque libere, a volte poco considerato da chi invece dovrebbe migliorarne il posizionamento e la notorietà.

Un arrivederci nelle acque della nostra penisola. Buon nuoto!

Alessandro Pilati
Presidente NAL





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