La tre giorni della Cagliari – Poetto 2010


Alessandro che ammira dall'alto Cagliari vecchia (foto Luca Grassani)

Sono reduce dalla Gran Fondo Cagliari-Poetto, svoltasi pochi giorni fa, dove quella che doveva essere un’impresa personale è diventata un’esperienza natatoria per me ora unica, appagante e piena di emozioni.


Da quando ho visto il calendario gare all’inizio di questa stagione, l’attenzione era caduta sulla gara 18 chilometri della Cagliari-Poetto e da quel momento, ogni volta che pensavo al programma di allenamento mensile quell’appuntamento era presente come un tarlo.

Marco Paghi, icona del nuoto in acque libere italiano, ritiene che spostare il proprio limite è quasi la conseguenza dello sportivo che ricerca emozioni. Così dopo qualche anno di esperienza sulle distanze tra i sette ed i dieci chilometri, mi sono convinto che poteva essere il momento giusto.
Convinzione rafforzata quando l’organizzazione della gara ha informato della riduzione del percorso da 18 a 16 chilometri. L’ho preso come un invito, l’inizio di una scommessa con me stesso che è diventata automaticamente la “mia nuotata dell’anno”.

L’idea di partenza è sempre stata di poterla finire senza soffrire, sfruttando il massimo del mio allenamento mirato per le gare di fondo. Quest’aspetto ha reso la scommessa ancora più affascinante.

Dopo essermi organizzato a puntino, studiando nei dettagli il percorso ed il rifornimento, con tanto di realizzazione del bastone per rifornirmi ed aver preso contatto con chi mi avrebbe affiancato durante la gara, dovevo solo tuffarmi in acqua e nuotare.

Il tratto di mare del percorso della Gran Fondo di Cagliari è sensazionale, in particolare la prima parte, fatta di scogliere impetuose e suggestive a picco sull’acqua, dove il mare aperto si fa sentire e si percepisce la grandezza del luogo.
Arrivati all’altezza della spiaggia del Poetto il tracciato, seppur incantevole con un fondale piatto e sabbioso, regala meno emozioni, consentendo però di concentrarsi sulla propria nuotata e la meta da raggiungere.

Peccato per il forfait di alcune imbarcazioni, tanto da non consentirne una per ogni atleta ed obbligando ad associare più di un partecipante ad un mezzo d’appoggio.
Questo inconveniente ha caratterizzato la gara di diversi atleti, come la mia ad esempio, dove ho fatto la gara da solo per metà percorso. Per fortuna la mia barca è stata sempre presente ogni qualvolta dovevo rifornirmi.

Pur faticando psicologicamente nel tratto finale, più che risentirne a livello fisico come invece pensavo alla vigilia, ho chiuso i 16 chilometri in 3h51’40″, vincendo la classifica Under 40. Un tempo al di sopra delle mie aspettative, visto che pensavo di impiegarci oltre le quattro ore.
Dopo la gara ho potuto festeggiare insieme a tutti gli altri giunti al traguardo e non meno a coloro che mi hanno aiutato in questa piccola grande impresa personale, tra i quali Mario Cocco, mio secondo per il rifornimento durante la gara, Maria Bomaria di AVIS Sardegna, amica problem solving della situazione, Luca Grassani, compagno di viaggio e di nuotate che mi ha assecondato e la mia famiglia che mi sopporta quotidianamente pur pensando che io sia folle :)

Dopo la 16 chilometri, appagato del risultato e quindi senza velleità particolari, ho partecipato anche alle due prove del fine settimana, per un totale di 28 chilometri percorsi, cercando di godermi il paesaggio e la natura.

Gli aneddoti da ricordare di questa “gita fuori porta” sono diversi:
- l’ansia della borsa da nuoto che la compagnia aerea non aveva imbarcato e che ho riavuto il giorno prima della gara solo perché mi ero impuntato sul disservizio;
- la barca d’appoggio che mi ha protetto mentre un’altra che non centrava nulla mi passava davanti. Palese che dal quel momento per il resto della gara ero preoccupato quando rimanevo da solo;
- il coraggio dei ragazzini di 10 anni che hanno partecipato alla gara di Mezzo Fondo, dove le condizioni erano pessime ed al limite della sicurezza, con onde alte un metro e mezzo abbondanti che sballotavano chiunque lungo il tracciato;
- le decine e decine di meduse incontrate verso la fine della prova di Fondo: incurante del risultato ho lasciato andare il mio gruppetto e mi sono messo a fare lo slalom tra le jellyfish e rimanendo meravigliato per la quantità di vita sott’acqua;
- il piacere di poter “nuotare” con, o meglio inseguire atleti di alto livello assenti nelle altre competizioni FIN di acque libere, come Corrado Sorrentino, Alberto Montini e Enrico Follese;
- la classifica master suddivisa per Under ed Over 40 maschile e femminile. Una novità per chi è invece abituato a confrontarsi anche in base alla propria categoria. Sicuramente un risparmio in termini di premi ma che per il pubblico master pare purtroppo semplicistico, abituato a cercare un minimo di gratificazione per i propri sforzi anche in un banale terzo posto di categoria (a volte su tre concorrenti);
- la leggerezza di alcuni giudici nel controllare, o meglio non controllare, gli atleti. Nessun appello e controllo dei costumi sono stati eseguiti se non nella gara di Fondo;
- la continua disponibilità dell’organizzazione ad assecondare le necessità dei partecipanti, fornendo sempre il servizio di navetta per ogni spostamento;
- i gustosi amaretti sardi, una bomba calorica che più di uno si fa fatica a mangiarne;
- la felicità di mia figlia appena sono ritornato a casa. Impagabile!

2 Commenti

  1. gabriele scrive:

    bravo nuotatore …

  2. enrico follese scrive:

    … e pensare che quando nuotavo tra le corsie ero un velocista dei 50 e 100 farfalla!
    Enrico

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Chiusa la Fanzine NAL

12 Aprile 2013 -

LA FANZINE NAL CHIUDE DEFINITIVAMENTE!


Dopo aver provato anche la via delle sottoscrizioni ed aver costatato che non vi sono i numeri per far sopravvivere la fanzine, NAL decide di chiuderla definitivamente.

Parte dei contenuti e delle aree tematiche proseguiranno ad esistere sul sito della società sportiva e consultabile solo per coloro che sono iscritti.

A nome dell'intero Staff ringrazio coloro che ci hanno appoggiato, seguito, criticato, dato spunti per migliorare e per provare a credere ad un progetto che valorizzi il movimento del nuoto in acque libere, a volte poco considerato da chi invece dovrebbe migliorarne il posizionamento e la notorietà.

Un arrivederci nelle acque della nostra penisola. Buon nuoto!

Alessandro Pilati
Presidente NAL





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