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Tim Bomba spiega come combattere la paura del nuoto in mare


Nuotatore in immerione (foto science.nationalgeographic.com)

Tim Bomba, creatore del corso Ocean 101 per eliminare la paura del nuoto in mare, è intervistato da Simon e Damon su i principi base delle sue lezioni tenute al LA TRI CLUB di Santa Monica.

Tim ha iniziato quindici anni fa a lottare contro la sua paura di nuotare in mare ed in acque profonde. Un giorno ha deciso di porre fine a questo problema e di diventare un bravo nuotatore, così ha cominciato a realizzare ed utilizzare tecniche di Visualizzazione per lo Sport adattandole al nuoto in acque libere.


Il concetto principale di queste tecniche è focalizzarsi sul proprio obbiettivo (ad esempio “diventare un nuotatore”), visualizzarlo intensamente come se si fosse già raggiunto ed osservare reiteratamente chi già ha raggiunto questo obbiettivo carpendone il linguaggio del corpo, il comportamento ed in generale tutto l’insieme in cui opera.

Nella pratica delle lezioni di Tim si osserva per almeno venticinque minuti il mare e si cerca di diventare un tutt’uno con l’elemento che scatena le paure. Poi, seguiti da un istruttore, si inizia a fare un lavoro di rilassamento fuori e dentro l’acqua per approcciare la nuotata tra le onde. A questo punto ogni volta che ci si immerge con la testa nell’acqua (il momento in cui la paura affiora maggiormente), l’istruttore conta fino a cinque e non bisogna alzare la testa prima dei cinque secondi.

Le tecniche di visualizzazione sono usate da sempre nello sport anche per migliorare le proprie performance, ad esempio Michael Jordan utilizzava questo metodo per focalizzare la traiettoria della palla verso il canestro: prima ancora di tirare, Jordan, aveva quindi già realizzato il canestro!

Noi di NAL pensiamo che in un post non si possa certo affrontare tutto il tema della visualizzazione e per questo consigliamo qualche libro ai più volenterosi ;)

Behrend Genevieve
Il potere invisibile della visualizzazione
Gawain Shakti
Visualizzazione creativa. Usa il potere dell’immaginazione per ottenere ciò che vuoi nella vita
Denning Melita e Phillips Osborne
Guida pratica alla visualizzazione creativa. Tecniche e metodi per realizzare i propri desideri

Tim Bomba consiglia, inoltre, il libro “Total Immersion: The Revolutionary Way to Swim Better, Faster, and Easier” [però a quanto ne sappiamo è disponibile solo in inglese].

Per chiudere segnaliamo anche un intressante articolo su come la visualizzazione può aiutare a recuperare la forma fisica dopo un infortunio: How To Use Imagery and Self-Hypnosis for Sports

Grazie ancora a Simon, Damon e Tim.

Ascolta questo intervento in lingua originale ed in versione integrale direttamente sul sito di L.A. TALK RADIO

3 Commenti

  1. Emanuele Giuliani scrive:

    Io penso di essere un caso disperato.
    Ho 36 anni, faccio nuoto agonistico (ora master) da quando ne avevo solo 5, negli ultimi 6 anni mi sono dedicato anche all’apnea con la speranza di trovare la chiave giusta per vivere la profondità del mare in serenità ma, purtroppo ho fallito!
    Ho dovuto ripiegare nuovamente per la piscina, ora faccio anche gare di apnea lineare e statica in piscina ma non riesco a liberarmi della paura di nuotare ed immergermi in mare aperto. :-(

  2. Enr scrive:

    Non sono bravo come te in piscina, ma le mie 50 vasche da 25 metri in 30 secondi le faccio e quando posso nuoto in mare… è stupendo andare anche a 250 metri dalla riva e poi tornare in scioltezza.
    Il problema è la testa: recentemente (il tempo non era bello e il mare scuro come il cielo) ero al largo e il mio cervello mi ha fatto capire che non sarei stato in grado di tornare a riva. Avevo le braccia e le gambe legnose, ho avuto un momento di grande panico anche se mi sono detto “sai nuotare, non puoi annegare”… ma non è così.
    Ho provato con la rana ma era peggio, allora ho fatto dorso e mi sono calmato quel che bastava per poi tornare a riva a stile. Alla fine ero molto stanco per la tensione.
    Il giorno dopo sono di nuovo tornato alla boa ed è stato bello come le altre volte.
    Non bisogna mai sopravvalutarsi, la ragione a volte può tendere tranelli!

  3. Roberto scrive:

    Da ragazzo stavo per affogare, ma da allora ho lavorato pian piano su me stesso per vincere le paure. Dopo trent’anni le paure ci sono ancora, ma ho imparato a controllarle e vado in mare aperto, anche quando è mosso, da solo. Porto sempre con me un torpedo tipo Baywatch, che si trova nei negozi di nautica: è un forte aiuto psicologico nei momenti difficili (condivido quanto scritto da Enr) e, nel mio caso, funziona per vincere le paure. L’amore per il mare è più forte delle paure e nuoto tutto l’anno, anche d’inverno.

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