
Nuotatori in azione (foto swimtrek.com)
Questo assunto è uno dei principi di chi nuota in acque libere e lo ritroviamo anche in altre discipline sportive, come ad esempio nel ciclismo ma è anche riscontrabile in natura.
Caso lampante è la migrazione degli uccelli, come ad esempio le oche selvatiche che volano in formazione a V per svariati motivi, tra cui l’aumento d’efficienza dell’intero stormo pari al 71% rispetto ad un uccello che vola da solo.
Questo vuol dire che stare in gruppo consente ai singoli d’arrivare a destinazione più volecemente massimizzando gli sforzi.
Non a caso nelle gare di nuoto in acque libere sono diversi gli atleti che cercano di stare raggruppati e di sfruttare questo vantaggio, anche se il gruppo è costituito solo da tre nuotatori.
Guardando ancora il comportamento degli uccelli si nota che se uno del gruppo esce temporaneamente dalla formazione a V, l’uccello avvertendo la maggiore resistenza dell’aria ricerca immediatamente la posizione favorevole che aveva in precedenza all’interno della formazione.
Questo è sicuramente da prendere come utile consiglio per chi nuota in acque libere, in particolare nei casi in cui ci si ritrovi staccati dal proprio gruppo. Aumentare il ritmo e sforzarsi per riprendere la coda della formazione o rientrarvi se ci si è spostati di qualche metro non vanifica lo sforzo.
S’intende che il suggerimento è accettabile fino a quando il gruppo mantiene un’andatura alla propria portata.

Oche migratrici in formazione (foto bonjourquebec.com)
Così facendo gli uccelli stanchi possono recuperare le forze ed il gruppo riesce a mantenere costante la velocità.
Nel nuoto di fondo questa pratica è utilizzata e richiede sicuramente un minimo d’esperienza sul campo e di organizzazione tra i componenti se appartenenti ad una stessa squadra.
Altro stile di comportamento interessante visibile tra gli uccelli che migrano è quando uno del gruppo si attarda. I compagni rallentano e lo aspettano sino a compromettere il disegno e l’efficacia della formazione stessa, in attesa che l’uccello recuperi le forze e rientri nel gruppo od in alcuni casi li lasci definitivamente.
Questo comportamento di gruppo in una gara in acque libere può accadere nel caso ci sia un interesse di squadra o quando il perdere un elemento del gruppo sia controproducente per la performance dei singoli. In genere però distaccare gli avversari fa parte della strategia di gara.









Posso condividere il fatto che nuotare in scia e in gruppo possa essere d’aiuto (sempre che il leader non spiaggi), ma resta il fatto che ci avete dato dell’oca!
Una master affezionata, Beatrice Inghilleri
Io sono l’oca che esce sempre dallo stormo: è per questo che i cacciatori mi sparano addosso!
Un vecchio master che non riesce più a stare in scia…
Cara Beatrice,
l’articolo si sofferma sul comportamento degli atleti in gruppo che a volte può avere similitudini con quello animale. Non c’è nessuna intenzione di paragonare gli atleti open water (me compreso) a delle oche, con tutto il rispetto per questa specie
Comunque non sono male le oche… tra l’altro, hanno anche l’accortezza di sfruttare la scia senza toccare le zampe e senza tirare lo sprint a chi è stato davanti a pochi metri dalla meta.
Bendette le scie.
Sono un M45 che ama le gare in mare, mi sono accorto che non riesco più a stare in scia nel gruppone ed inoltre non vedo bene le boe complice il calo della vista ed gli occhialini appannati.
Morale: mi associo ad Alessandro Clerici, spero solo che i cacciatori si impietosiscano e mi sparino a salve.
Ragazzi, ma la scia non era vietata?
Sinceramente non è facile per atleti non di vertice trovare una scia giusta. Io becco solo gruppetti in cui dopo 20 bracciate quello davanti si inchioda per guardare la direzione e personalmente preferisco andare solo o a fianco di qualcuno.
Quando andiamo con gli amici facciamo gruppetto mica trenino e tra l’altro di solito mi godo meglio la costiera triestina.
Ciao da Carlos (Carlo Alberto detto Remigius)
Caro Remigius,
sia nelle competizioni di nuoto di fondo sia nella frazione a nuoto nelle gare di triathlon la scia è consentita.
Buon nuoto lungo il litorale triestino!
Ha senso stare in gruppo quando questo è composto da 4-5 atleti di simile velocità, ma all’inizio considerate le botte che si prendono è meglio girare alla larga e rientrarci dopo qualche centinaia di metri.
Inoltre, fare anche dei lunghi tratti da soli è stimolante… se ti regge la “pompa”.
Un saluto a tutti i Master!
Quando stai in scia si dimezza lo sforzo e si ha il tempo per pensare al momento giusto per attaccare. Inoltre, questo caso è questione di abilità e di testa, se stai facendo una gara importante non puoi dire “vado da solo finchè ce la faccio” ma devi considerare tutti come un possibile aiuto. Solo nell’atto finale (ultimi 500 metri?) si può pensare d’andare in solitaria, altrimenti a meno che non ti chiami Cleri sei fregato
…io abituato ad essere cormorano (specialità 50 e 100 sl)domenica provo a fare l’oca da scia. Velocista al lago per 2,5 km, ce la farò?Provo con la scia, al limite ci sono sempre le barche appoggio e mi spiaggio…speriamo che nessuno mi segua
Caro Luca,
NAL ti fa un grosso in bocca al lupo per il tuo esordio! Vedrai che sarà comunque un successo
Buon divertimento
—
Staff NAL